CAIAZZO. “Svegliamoci”: accorato appello del prof. Ponsillo per una storica città da troppo sonnecchiante.

Cittadina che da tempo arranca e certamente da rilanciare, definita, dai più, “ormai ex città, scavalcata a destra e manca”: sul punto interviene il prof. Luigi Ponsillo

Caiazzo non può ridursi a una splendida scenografia di pietra, sospesa tra il sonno dei suoi abitanti e il consumo rapido del turismo di passaggio.

Quando la politica abdica al confronto e i cittadini si ritirano nel privato, la coesione sociale si dissolve e il paese perde il suo futuro.

Ora è necessario spezzare l’apatia, riappropriarsi degli spazi pubblici e ricostruire un’identità collettiva. Un paese che non sogna più è un paese senza futuro.

Siamo diventati spettatori passivi del nostro borgo. I vicoli si svuotano, i giovani partono e la rassegnazione rischia di diventare l’unica voce di Caiazzo.

L’assenza di confronto e il silenzio del dibattito pubblico spengono la democrazia. Senza dialettica non c’è crescita, ma solo gestione dell’esistente (oggi fallimentare).

Siamo divisi. Da una parte la vetrina del turismo che passa e consuma; dall’altra i residenti che subiscono i disagi senza ricevere servizi, spazi comuni o occasioni di incontro.

La mancanza di coesione sociale è la conseguenza diretta della morte della politica e del “sonno” della comunità, frantumando Caiazzo in monadi isolate che non riescono più a fare rete.

Quando scompare lo spazio del dibattito pubblico e della partecipazione attiva, crolla anche il collante invisibile che unisce le persone all’interno di un territorio”.

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  1. Settembre 13, 16:13 giuseppe

    A Caiazzo da anni, oltre un lustro, vale il monito “vogliamoci tutti bene”. Sotto un tale ombrello può succedere di tutto: apatia per la res publica, scarsità di eventi culturale e sempre quelli, guai a chi non è di Caiazzo dop, i soliti personaggi stantii che si ripetono da troppo tempo, ecc.

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