PIEDIMONTE MATESE. Rapinarono giovani donne prostitute straniere: la Corte d’Appello di Napoli conferma le pene a carico di cinque soggetti, tra cui un cittadino matesino.
I ragazzi concordarono un appuntamento con le avvenenti donne ma, una volta dentro casa, si finsero forze dell’ordine minacciando le ignare ragazze sotto l’uso di armi, le rapinarono ed abusarono sessualmente di loro.
Rapinavano prostitute fingendosi clienti, oltre ad abusi sessuali alle stesse: la Corte di Appello di Napoli ha condannato cinque ragazzi, tra essi G.C. di Piedimonte Matese, al quale è stata inflitta la pena di 5 anni e 8 mesi di reclusione, pena ridotta rispetto ai 6 anni e 10 mesi inflittagli in primo grado. Per quei reati, commessi nei mesi di giugno e luglio 2013, sono stati condannati anche F.M. di Giugliano in Campania, 7 anni di carcere, D. S. di Villaricca, 6 anni e 8 mesi, A. M. di Mugnano di Napoli, 4 anni e 6 mesi ed infine A.F.di Villaricca, che si becca 3 anni e 2 mesi di reclusione. Il blitz delle forze dell’ordine prese il via nel gennaio del 2014, quando i carabinieri della compagnia di Napoli Poggioreale diedero esecuzione a diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. Il branco, dopo aver contattato alcune giovani donne straniere che si prostituivano all’interno delle proprie abitazioni, concordarono con le stesse appuntamenti per prestazioni sessuali a pagamento. Ma i ragazzi, una volta dentro casa, si finsero forze dell’ordine minacciando le ignare ragazze sotto l’uso di armi, le rapinarono ed abusarono sessualmente di loro. In seguito alle denunce, partirono le indagini che, anche attraverso intercettazioni telefoniche, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei sei soggetti arrestati.







