ALIFE. Per la serie, “se la suonano e se la cantano”: con il manifesto di Del Giudice doveroso ringraziare il “caro Peppino” ma sul connubio segretario Pd-Biodigestore ancora più doveroso il dipietrismo “che c’azzecca”. IL VIDEO.
La nota apparsa in città a firma del consigliere Del Giudice. All’interno di un partito spaccato diviso è anche il direttivo: in consiglio comunale partecipa Emilio Del Giudice, si assenta Alfonso Santagata: alle magre riunioni del direttivo si siede Del Giudice, si alza Santagata.
Finisce un anno solare ne arriva un altro. Sta per terminare un’amministrazione comunale ne arriverà presto un’altra. Pochi mesi alla fine della prima esperienza amministrativa del Sindaco Giuseppe Avecone, ma gli “inciuci politici” sono già iniziati da tempo, con il “caro Peppino” (riferito al dr. Avecone), per usare le stesse espressioni del consigliere, anche assessore (ma sempre assente in giunta), ora anche vice Sindaco, Emilio Del Giudice, che ha manifestato da tempo la volontà di ricandidarsi a primo cittadino. Il Consigliere della “località fosse” di Alife si è reso autore di un pubblico manifesto fatto affiggere in città nelle ultime ore, una nota di augurio di “buon anno 2016 a tutti i cittadini di Alife” che è voluta essere di “amarcord” dell’ultima, sua, esperienza amministrativa. Nei “suoi” scritti Del Giudice ammette le “difficoltà ed i contrasti (politici) vissuti durante questi anni“: l’allontanamento volontario del consigliere Alfonso Santagata e dell’allora assessore Marco Bergamin è stato un’altra conferma della “poca amalgama di squadra”. Con loro due un pezzo del Pd, o meglio due, se nè andato, un altro è rimasto in maggioranza (Del Giudice), a testimoniare un partito allo sbando ormai da tempo senza nessuna guida, con diversi capi fazione ma nessun timoniere valido. E le ultime elezioni regionali sono state una ulteriore conferma, con i voti del partito, seppur confermatosi secondo in città dopo Forza Italia, disseminati in una miriade di candidati. Ma in tutto questo è da apprezzare lo sforzo che fa il Del Giudice, da una parte nel sottolineare il lavoro compiuto dall’amministrazione comunale, dall’altro nel “portare acqua al suo mulino”: scrive “… il caro Peppino si è mostrato sempre attento e scrupoloso, dedicando il suo prezioso tempo soprattutto ai bisogni della cittadinanza, senza chiedere mai nulla in cambio”; vero, verissimo, ma quanti sono stati accanto a lui in questi anni, spalla a spalla, dividendo con lui onori ed oneri, apprezzamenti ed anche, perché no, magre figure. Sarà anche vero che lo stesso Del Giudice ha fatto notare, all’inizio di questa esperienza amministrativa, che sarebbe stato difficile, avendo “a bordo della zattera un fascio d’erba, un agnellino ed un lupo”. Lui agnello non lo è, non lo è mai stato, perché adesso vuol fare la parte dell’agnello, “nonostante l’ultimo Natale l’agnellino non è stato sacrificato grazie all’ottima guida del Sindaco” e la “docilità dell’agnellino stesso”. Fa anche capire che la zattera stava per affondare, ma si è retta perchè lui “ha cercato di mantenere fede alle promesse fatte”. Poi un auspicio che è sembrata un’ auto ricandidatura, data “esperienza maturata sarà di aiuto per una migliore attività futura”: chi vivrà, vedrà. Quindi un’ammissione: “il mio impegno a favorire la costruzione di una nuova e più modesta compagine politica”, fino ai ringraziamenti finali, come quelli al Presidente del Circolo Terza Età e l’auspicio che l’edificio ex Macello comunale , in fase di ristrutturazione, possa diventare la nuova sede. Ma quella struttura è stata invece pensata per impiantarvi un centro poilfunzionale, non certo il ritrovo serale dei nonnini di Alife: ma suvvia, anche per loro, è decisamente più comoda la centralissima sede attuale, a due passi da Piazza Termini, centro nevralgico di Alife, che una scomoda da raggiungere, se non si hanno i mezzi, ipotetica sede l’ex Macello comunale lungo la Via Circumvallazione Mura Romane. E poi un altro grazie al “segretario Pd che ha portato alla luce del sole la questione Biodigestore”: senza rivangare le lacerazioni interne ad un partito, quindi basta quanto sopra esposto, ma qui un dipietrismo è d’obbligo; “che c’azzecca” (quello che chiamano) il segretario del Pd con la questione Biodigestore? Si è costituito un apposito comitato cittadino, si è in tal senso espresso un intero consiglio comunale, ci si è recati dall’allora governatore Stefano Caldoro, si sono interessati diversi onorevoli e senatori, tra cui Carlo Sarro per Forza italia, Vilma Moronese per il Movimento 5 Stelle (autrice, insieme ad altri, di una interrogazione parlamentare), si è espressa la commissione comunale, si è espresso il Ministero per i Beni Culturali per tramite la Soprintendenza Beni Archeologici, vi è stata una recente risoluzione di indirizzo in Regione Campania a firma del presidente di commissione Gennaro Oliviero del Pd, ma anche con le firme e la presenza dei consiglieri Gianpiero Zinzi (Forza Italia) e Viglione (M5S), si è in attesa della Conferenza di Servizi, e si ha il coraggio di affermare che “ha portato alla luce del sole la questione Biodigestore”. aggiungendo poi, “che non va discusso solo a livello locale ma soprattutto nelle sedi regionali”.
Ed allora anche qui è d’obbligo IL VIDEO.







