ESCLUSIVA / Terremoto nel matese. Intervista al dr. Palmieri, coordinatore C.O.M. di Piedimonte Matese, vice Prefetto della Provincia di Caserta.
“Ottima intesa tra tutte le forze coinvolte – esordisce il dr. Palmieri nlla nostra lunga intervista – quindi vigili del fuoco, protezione civile, Mibac, Croce Rossa, tutte coordinate dal Prefetto”. Confermati i 60 sfollati nel Comune di Piedimonte Matese, più altri casi a Gioia Sannitica e Castello del Matese.
Incontriamo il dr. Palmieri, vice Prefetto della Provincia di Caserta, in questi giorni nelle vesti di coordinatore del C.O.M., centro operativo misto, organismo creato in questo frangente con la funzione di raccordo tra i vari C.O.C. comunali. “Ottima intesa tra tutte le forze coinvolte – esordisce il dr. Palmieri nlla nostra lunga intervista – quindi vigili del fuoco, protezione civile, Mibac, Croce Rossa, tutte coordiante dal Prefetto” . Confermati i 60 sfollati nel Comune di Piedimonte Matese, più altri casi a Gioia Sannitica e Castello del Matese. Stamane c’è stato un incontro, sempre qui a Piedimonte Matese al centro C.O.M. presso la sede del Corpo Forestale dello Stato, con tre delle massime autorità nazionali nel campo della sismologia, la scienza che studia i movimenti della crosta terrestre: l’assessore regionale della Campania ai lavori pubblici e protezione civile, ing. Cosenza, il coordinatore area lavori pubblici e opere pubbliche – area 15 della Regione Campania, nonchè dirigente del settore geotecnico, ing. Italo Giulivo, ed il dirigente lavori pubblici della Regione Campania, Nicola Di Benedetto (attuale Sindaco di Teano), ex dirigente Genio Civile di Caserta; hanno inoltre partecipato all’incontro il Comandante provinciale di Caserta dei Vigili del Fuoco, Falco, ed i Sindaci dei sei Comuni maggiormente colpiti dal sisma, quindi Piedimonte Matese, Alife, Castello del Matese, San Gregorio Matese, Gioia Sannitica e San Potito Sannitico. “Dall’incontro è emersa soddisfazione da parte di tutte le parti in causa per le sinergie messe in campo – ci conferma il vice Prefetto dr. Palmieri – ed è stata occasione per confermare il metodo operativo messo in atto. In sostanza, ci si sta comportando in questo modo. Si parte dalle segnalazioni dei Comuni in merito ai danni arrecati alle strutture, ed alle priorità che i Comuni stessi ci indicano. Ed è il caso di dire che i Comuni hanno operato fin qui, e stanno tutt’ora operando, molto bene. Alcuni casi sono stati risolti ciascun Comune con i propri tecnici. Quelli non risolti vengono trasmessi al C.O.M.”. E qui entra in funzione l’opera di coordinamento del C.O.M., che raccorda i vari C.O.C. comunali. “Il C.O.M. si attiva dapprima con un’attività ricognitiva attarverso i vigili del fuoco che, recandosi nella abitazioni ed ispezionando i danni, compilano una scheda cosiddetta “speditiva“, una indagine sommaria e rapida con la quale formulano un verdetto, che può essere di appartamento fruibile, in quel caso tutto rimane come prima: oppure di appartamento non fruibile, che necessità cioè di ulteriori accertamenti. In questo caso – continua il dr. Palmieri – la pratica passa ai tecnici della Protezione civile regionale che, al secondo sopralluogo, compilano la scheda cosiddetta “AIRES” dettagliata che certifica la reale entità del danno, un vero e proprio censimento dell’evento sismico“.
Della polemica innescata da qualche primo cittadino circa la priorità data alle strutture di culto, per le quali sono già stati stanziati fondi dalla Regione Campania (2mili0ni e mezzo di euro) e niente ancora per le civili abitazioni, il dr. Palmieri ci risponde molto chiaramente: “Dei fondi già assegnati e di quelli da assegnare certamente l’ass. Cosenza non può intervenire. Penso che la destinazione dei fondi alla popolazione sia un elemento su cui ad oggi nessuno sia in grado di esprimersi“.
I Sindaci con una nota congiunta si sono attivati per chiedere lo stato di emergenza, una missima inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Campania e della Provincia di Caserta. “Di questo fatto noi non sappiamo se la Regione Campania questa nota la fa propria e, se lo fa, non sappiamo se il Ministero della Protezione civile dia poi i soldi“.
Come si può tranquillizzare la popolazione sugli eventi sismici che non hanno smesso di verificarsi fin dalla prima forte scossa del 29 dicembre scorso? “Per tranquillizzare la popolazione possiamo dire che fin dal primo giorno, nell’incontro con l’ass. Cosenza, che ha avuto un ruolo primario anche nel caso della scossa a l’Aquila, ci ha sempre detto che le frequenze dello sciame sismico sono da libro, nel senso che lo sciame segue uno schema predeterminato. Ora tutto sta nel capire se l’evento del 29 dicembre scorso sia l’evento principale: se è così, allora tutte le successive ed ulteriori scosse sono naturali eventi di assestamento, e si può dire che più ci si allontana dall’evento principale e più possiamo stare tranquilli”.
Ma se l’evento del 29 dicembre 2013 non fosse l’evento principale? “Allora si sposta tutta la dinamica. Anche all’Aquila la prima scossa non fu la più forte, ma ripeto, in questo caso si sposta tutta la dinamica. Comunque dal punto di vista sismico c’è grande tranquillità: quello che c’è da dire, invce, che purtroppo questa zona è una zona a forte vocazione sismica”.








