Patto di stabilità interno. Bloccati in Regione Campania 482 milioni di euro di risorse di cassa degli enti locali.

Patto stabilità 2013

Il patto di stabilità interno è considerato la principale causa di ritardato pagamento dei crediti vantati dalle imprese nel settore dei lavori pubblici.

Ingenti risorse di cassa degli Enti Locali di tutta la Regione Campania sono tutt’ora bloccate a causa dei vincoli derivanti dal patto di stabilità interno. Ed è una cifra non da poco: parliamo di ben 482 milioni di euro, pari a circa il 10% del totale nazionale. Dopo la Campania è la Sicilia a subire i maggiori danni, quindi la Puglia e la Calabria. Complessivamente le risorse ferme nelle casse degli Enti Locali e che non si possono spendere di tutte e quattro le regioni meridionali ammontano a poco più i 1 miliardo e 136 milioni di euro. “E’ indispensabile procedere rapidamente a una modifica realmente efficace delle regole del patto di stabilità interno, in modo da superare in senso semplificativo la paralizzante palude tecnocratica”, ha fatto sapere il Presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi, che ha chiesto da subito “la certificazione automatica dei debiti e una riforma che sia in grado di premiare le imprese e le Pubbliche Amministrazioni virtuose”. L’ente certificatore evidenzia la dimensione finanziaria del problema relativo ai ritardati pagamenti delle Pubbliche amministrazioni il cui debito complessivo nei confronti delle imprese edili che operano nell’ambito dei lavori pubblici, su tutto il territorio nazionale, è di circa 19 miliardi di euro; di questi a novembre 2013 risultavano pagati soli 6,5 miliardi. A questi bisogna aggiungere altri 1,5 miliardi di euro stanziati ma non ancora pagati. Il patto di stabilità interno è considerato la principale causa di ritardato pagamento dei crediti vantati dalle imprese nel settore dei lavori pubblici. L’allungamento dei tempi è determinato pure da una generale inefficienza della Pubblica Amministrazione e dalle difficili condizioni finanziarie degli Enti prevalentemente in considerazione del mancato trasferimento dei fondi da parte di altre Amministrazioni o della carenza di risorse di cassa.

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