Donne violente. “C’è mamma, adesso mi ammazza”. Le frasi choc di una bambina di Rimini: la madre denunciata per maltrattamenti.

Tutto è partito dalla segnalazione di una maestra: la bambina era arrivata senza grembiule e aveva detto che la madre l’aveva imbrattato di feci. La piccola, già affidata ai servizi sociali, trascorreva con la madre i fine settimana. Violenze anche sul fratellino. Disposto per la donna il divieto di avvicinamento
di Enea Conti
Tutto è partito dalla denuncia di una maestra di scuola elementare di un istituto di Rimini. Una bambina che frequenta l’istituto, alla fine dello scorso novembre, si era presentata in classe senza grembiule e si era giustificata raccontando una storia dai dettagli raccapriccianti. «Mia mamma lo ha buttato nel wc, ci ha defecato e urinato sopra, per qualche giorno non lo potrò indossare». Così ha inizio il racconto di una bimba di quasi dieci anni sulle vessazioni, talvolta anche fisiche, che la madre 40enne avrebbe messo in atto nei suoi confronti e in alcune occasioni anche sul fratello di un anno più grande: grazie all’esposto della scuola elementare la donna è stata indagata dalla Procura di Rimini per maltrattamenti dopo le indagini del Pm Davide Ercolani e della polizia di Stato di Rimini. Il gip Raffaele Deflorio ha disposto con una specifica ordinanza cautelare il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla bambina che è stata affidata al padre.
I week-end da incubo
La bimba era già stata affidata anni fa ai servizi sociali con collocamento presso il padre, alla luce delle difficoltà della madre nella gestione quotidiana dei figli e di problemi legati all’uso di alcol. Da un’ispezione dell’abitazione era emerso un quadro raccapricciante: un ambiente dominato dal cattivo odore di muffa, alcool e fumo, con il pavimento sporco e appiccicoso, il bagno in condizioni igieniche precarie. La bimba, dopo l’affidamento ai servizi sociali, trascorreva con la madre i fine settimana. A convincere la docente a segnalare l’episodio alla scuola, che a sua volta ha trasmesso tutto alle forze dell’ordine, era stata una frase pronunciata dalla bambina mentre attendeva che uno dei due genitori la andasse a prendere a scuola.
«Adesso mi ammazza»
«Ecco, adesso mi ammazza», aveva detto la bimba non vedendo il padre ma la donna ai cancelli dell’istituto, dopo che lei aveva confidato i maltrattamenti alla sua maestra. Il quadro indiziario, secondo gli inquirenti, è piuttosto solido e grave. La bambina ha raccontato in particolare di due episodi: alla fine dello scorso ottobre la donna le avrebbe tagliato i capelli a ciocche irregolari e l’avrebbe obbligata a fare una doccia fredda, così fredda da impedirle da respirare. Poi, dopo aver gettato il grembiule nel wc e averci defecato sopra, lo avrebbe infilato nello zaino della figlia invitandola a consegnarlo al padre che l’avrebbe accompagnata a scuola. In un altro caso avrebbe lasciato la bimba da sola con il fratellino fuori da casa, senza le chiavi e impedendo loro di ripararsi in casa dal clima rigido e senza cibo mentre lei se ne andava al bar.
Le violenze sul fratellino
La bimba ha raccontato che talvolta la madre si sarebbe accanita anche contro il fratello picchiandolo. «Una volta – ha raccontato alla maestra – gli ha fatto uscire il sangue dal naso». I capelli tagliati a zig zag avrebbero rappresentato uno sfregio – ha raccontato sempre la bimba, che è stata sentita in audizione protetta anche da uno psicologo – dopo che lei aveva dimostrato di essere contenta per l’acconciatura creata per lei dalla nuova compagna del padre, ex marito dell’indagata.






