Donne e false accuse. “Il fidanzato di tua sorella non mi piace, devi dire che ti ha molestata”: giovane assolto dall’accusa di violenza sessuale.

“Il fidanzato di tua sorella non mi piace, devi dire che ti ha molestata così gliela facciamo pagare”.
di Umberto Maiorca
La Corte d’appello di Perugia ha assolto dall’accusa di violenza sessuale un giovane dopo aver ritenuto che la condanna in primo grado non era “oltre ogni ragionevole”, in quanto sussisteva “un insuperabile dubbio riguardo alla esatta concatenazione logico cronologica degli eventi e dunque del fatto-reato” che “quand’anche dovesse ritenersi esistente, non potrebbe dirsi adeguatamente provato”.
L’uomo era stato condannato “per il delitto di violenza sessuale per aver con una condotta repentina e insidiosa costretto la persona offesa, minore degli anni 14, a subire atti di violenza sessuale, toccandole il seno mentre riposava nonché in altre occasioni accarezzandole le gambe fino a toccarle le parti intime”.
La Corte di appello, però, riformando la sentenza ha “ritenuto non sufficientemente provata siffatta condotta sulla base delle dichiarazioni contraddittorie della minore relative alla esatta cronologia dei denunciati episodi di molestia sessuale, circostanza rilevante in quanto la minore avrebbe compiuto gli anni 14 all’interno del periodo astrattamente correlabile a tali episodi”.
Dalle testimonianze è emerso anche che “la ricostruzione dei fatti evidenziava un clima di tensioni familiari in cui era stato provato un atteggiamento di rivalsa della madre della minore nei confronti della figlia maggiore, fidanzata dell’attuale imputato, la quale non approvava la nuova relazione intrapresa dalla madre con un altro uomo”. Le accuse, quindi, sarebbero nate in un contesto di ripicche e incomprensioni, apparendo come una manovra per allontanare il giovane dalla prima figlia.







