ALIFE / PIEDIMONTE MATESE. Il Biodigestore nel Matese si farà: lo dice la Regione Campania, lo dicono i Sindaci (Cappello, ndr), ce lo impone l’Unione Europea. 20milioni di euro di multa alla Regione Campania per una non corretta gestione dei rifiuti. TUTTE LE CIFRE.

alife biodigestore caldoro avecone vitelli“Faremo un qualche cosa perchè i nostri rifiuti possano rimanere qui – il parere del primo cittadino di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello. Un impianto piccolo limitato alle necessità dei 17 Comuni dell’ambito della Comunità Montana del matese ” (nella foto, da sx, Di Caprio, Visone, Vitelli, Sarro, Caldoro, Avecone, Flagiello, Giammatteo, Zeppetelli).

Non corretta gestione del ciclo dei rifiuti in Campania: 20 milioni di euro di multa dalla Comunità Europea. Per questo la Regione Campania ha già presentato un piano per evitare la multa, o quanto meno di ridurla: riguarderà in particolar modo i Biodigestori e gli impianti di compostaggio, oltre all’incremento della differenziata. Il vicepresidente Fulvio Bonavitacola (Pd), numero due di Palazzo Santa Lucia ed uomo di fiducia del governatore Vincenzo de Luca, si sta muovendo in questa direzione. Il piano di Bonavitacola ha già ricevuto l’ok della giunta regionale, prorpio per cercare almeno di ridurre la multa che, come ha anche sottolineato nei giorni scorsi il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, dovrà essere pagata dalla Regione Campania. Alla sentenza dell’UE si è arrivati a seguito di un procedimento giudiziario avviato nel 2006. E dopo ben 9 anni la Corte di Giustizia europea ci impone di realizzare una rete impiantistica capace di tutelare la salute dei cittadini europei residenti in Campania. Con la sentenza del 16 luglio scorso, difatti, l’UE ha condannato il nostro paese a pagare la forte somma di 20 milioni, stabilita in maniera forfettaria, oltre ad una penalità giornaliera di 120mila euro, suddivisa in tre parti, ciascuna per un importo di 40mila euro, fino a quando non saranno realizzati termovalorizzatori, discariche, e impianti di trattamento dei rifiuti organici. Nei giorni scorsi la Regione ha varato un piano che mira almeno a contenere i danni, e lo ha fatto lasciando da parte, per il momento, la questione delle eco balle che pure la sentenza menziona. La riduzione dei rifiuti e il contestuale incremento della differenziata, consentono “di prevedere una gestione pienamente sostenibile del ciclo ordinario dei rifiuti urbani con il potenziamento dell’impiantistica attualmente in servizio e con l’ausilio di potenzialità limitate di nuovi impianti, soprattutto Biodigestori  – cita la nota da inviare alla commissione UE – che consentirebbero di chiudere il ciclo dei rifiuti”. Secondo gli studi della Regione, servirebbero solo nuovi siti di compostaggio e di biodigestione. La Corte Europea, infatti, ha sostenuto che mancano impianti per bruciare 1.190.000 mila tonnellate all’anno. Ma la Regione rileva che nel 2019 (quando presumibilmente il nuovo inceneritore potrebbe essere pronto) sarà necessario bruciare 672.750 tonnellate all’anno mentre i forni di Acerra potranno smaltire 700 mila, sufficiente per i bisogni. Anche il fabbisogno di spazio in discarica sarebbe stato sovrastimato dall’Europa rispetto all’attuale situazione. Secondo l’UE bisognerebbe portare negli sversatoi regionali ben 1.829mila tonnellate di spazzatura, quindi per la Campania restano spazi disponibili per 367mila tonnellate, quasi sufficienti a sopperire alle necessità fino al 2017 quando si apriranno siti capaci di assorbire 255 mila tonnellate, cioè il totale della produzione ipotizzata. Considerando tutto ciò, sarebbero comunque necessari nuovi impianti di trattamento della frazione organica derivata dalla differenziata (compostaggio), cioè i biodigestione, il cui bisogno sarebbe stato addirittura sottostimato da Bruxelles. Secondo la Corte le tonnellate da lavorare ogni anno sarebbero 382 mila, secondo la Regione 527 mila. “Siamo stati contrari come consiglio comunale al biodigestore ad Alife, così come è stato progettato – ha affermato il Sindaco matesino Vincenzo Cappello – siamo però aperti ad una soluzione diversa. Bisogna fare un qualche cosa in modo tale che i nostri rifiuti possano rimanere qui, una cosa molto piccola, magari limitata ai rifiuti prodotti dai 17 Comuni dell’ambito della Comunità Montana del Matese, quindi limitata al nostro territorio”. La Regione si impegna a realizzare nuovi siti e a chiudere in tempi brevi i lavori per quelli esistenti. Intanto continueranno i trasferimenti. “Allo stato attuale, sebbene la presenza di nuovi impianti di trattamento biologico della frazione organica sia un elemento basilare della strategia di azione che si intende adottare, è evidente che il conferimento fuori regione, adottato nelle more di garantire l’idonea dotazione impiantistica, rappresenti comunque una modalità di promozione del recupero di materia”.

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