CAIANELLO / TELESE TERME. La “Telesina – Caianello” non può più aspettare. Serve mobilitazione generale del territorio: il punto.

Il richiamo alle istituzioni da parte di Unimpresa Irpinia Sannio per una accelerata ai lavori di completamento di una opera strategica: collega, difatti, tutta l’area sannita e le zone interne della Campania all’autostrada A1 Milano-Napoli ed all’asse della Napoli-Bari.

Per molto tempo questa opera ha rappresentato una delle principali incompiute in tutto il Sud Italia, quindi nei fatti penalizzando in particolar modo le aree interne di tutta la Regione Campania (tre le province interessate: Benevento, Caserta ed Avellino).

La Strada Statale 372 denominata “Telesina” collega, nei fatti, Benevento, Caianello (quindi l’imbocco alla A1) e l’A16 Napoli-Bari (uscita Castel Del Lago), ed è stata sempre considerata un’opera di fondamentale importanza per unire tutto il territorio sannita ed irpino alle direttrici nazionali.

Tale arteria (oggi ancora ad una corsia per senso di marcia) mette in rete, appunto, il casello autostradale di Caianello dela A1 con il raccordo che conduce all’A16 Napoli-Bari, rappresentando di fatto una cerniera tra il Tirreno e l’ Adriatico e un’infrastruttura basilare per la mobilità non solo di persone ma soprattutto di merci. Ma lungo la direttrice insistono ad oggi caratteristiche inadeguate rispetto ai volumi di traffico e alle esigenze economiche del territorio.

Da qui l’intervento di Unimpresa Irpinia Sannio e del suo presidente Ignazio Catauro: “Parliamo di un’infrastruttura essenziale per il futuro delle aree interne. Senza collegamenti moderni, veloci ed efficienti, nessuna strategia di sviluppo può essere realmente credibile. La Caianello non riguarda soltanto la viabilità: riguarda l’economia, il lavoro, gli investimenti, la permanenza delle imprese e la possibilità per i giovani di continuare a vivere in questi territori”.

Il ritardo accumulato fino adesso ha determinato conseguenze certamente negative dal punto di vista sociale ed economico: la carenza di collegamenti rapidi ha inciso notevolmente sulla competitività del sistema produttivo locale, aumentando non solo i costi logistici delle imprese ma anche limitando l’attrattività industriale di un territorio già debole.

Il miglioramento della infrastrutturale assume oggi giorno un valore ancora più rilevante alla luce della realizzazione dell’Alta Capacità ferroviaria Napoli-Bari e dei nuovi scenari legati ai corridoi europei della mobilità. Ed il completamento della direttrice A1 Caianello-Castel Del Lago A16, con il raddoppio stesso della “Telesina” portandola a due corsie per senso di marcia, rappresenterebbe una condizione indispensabile per evitare che diversi territori restino ai margini di processi di sviluppo e modernizzazione.

“Per troppo tempo questa infrastruttura è stata evocata solo nei momenti elettorali o all’interno di confronti istituzionali che non hanno prodotto risultati concreti. Oggi serve una presa di coscienza collettiva. Le aree interne devono far sentire la propria voce in modo unitario e determinato – ha continuato Ignazio Catauro.

Per questo motivo Unimpresa Irpinia Sannio propone l’avvio di un’ampia mobilitazione territoriale che coinvolga non solo istituzioni, ma anche associazioni di categoria, imprenditori, sindacati, il mondo delle professioni e realtà sociali, allo scopo di costruire una piattaforma comune capace di sostenere la realizzazione dell’opera ed anche il rispetto dei tempi.

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  1. Maggio 11, 12:38 Fiore

    Tutti i politici sanniti che sono stati eletti nel Sannio il primo Costantino Boffa per poi continuare con il sottosegretario Del Basso De Caro hanno promesso l’inizio di questi lavori, che ancora oggi non iniziano , può darsi che dovremmo eleggere qualcun’altro

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  2. Maggio 11, 09:13 Giuseppe

    La Superstrada “Telesina”, che da 2 corsie passerebbe a 4, e’ da tempo un problema viario di acceso dibattito tra coloro che sono contro il raddoppio e i favorevoli come una delle ditte appaltatrici, che da’ fiato alle trombe mediatiche. In questo caso come altrove si tratta di ponderare bene la spesa pubblica, che il cittadino, non il politico purtroppo, vorrebbe oculata per non farsi “mungere” ancora piu’ soldi di tasse statali obbligatorie. Circa l’85% di tasse deriva dai dipendenti privati e pubblici e dal 27% di pensionati che pagano il 100% e non solo il 50% di tasse sulla pensione come in Germania.

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