Donne e stalking. Denuncia l’ex per stalking e lui finisce agli arresti per 6 mesi. I giudici: “Calunnia, è innocente”.

Secondo la sentenza, l’impianto accusatorio risulta “seriamente compromesso”. Le dichiarazioni vengono giudicate “inattendibili” e “inverosimili”. Così l’accusatrice è diventata l’accusata

di Giuseppe Scarpa

Da parte offesa a indagata. La procura di Roma chiede il processo per calunnia nei confronti di Gianna Colanieri Rufini, la donna che aveva denunciato l’imprenditore di Frascati Fabrizio Marcucci, 57 anni. È la stessa vicenda che aveva portato l’uomo agli arresti domiciliari per sei mesi con accuse di violenza privata e stalking, poi cadute in sede giudiziaria.

La denuncia e i domiciliari

All’origine c’è la relazione tra i due: una frequentazione interrotta che, nella versione della donna, si trasforma in una escalation di comportamenti invasivi. Nella denuncia presentata a Pomezia, Rufini parla di telefonate insistenti, richieste continue, presenze non gradite e frasi attribuite a Marcucci. Su questo impianto accusatorio, nel marzo 2021, il gip dispone i domiciliari per l’imprenditore, ritenendo necessario interrompere i contatti.

Il processo e le contraddizioni

È nel dibattimento che il racconto viene messo alla prova. I giudici, insieme ai legali della difesa, confrontano le dichiarazioni con gli elementi raccolti. Secondo la sentenza, l’impianto accusatorio risulta “seriamente compromesso”. Le dichiarazioni vengono giudicate “inattendibili” e “inverosimili”, evidenziando una “macroscopica incompatibilità logica” tra le vessazioni denunciate e la vita che la donna continuava a condurre nello stesso periodo.

Audio e intercettazioni

A indebolire ulteriormente il quadro accusatorio sono anche i riscontri tecnici. Nel file audio consegnato dalla stessa denunciante non emergono atteggiamenti intimidatori, mentre il tono della conversazione appare “sostanzialmente sereno”. Anche dalle intercettazioni non si rilevano segnali di paura: al contrario, viene descritto un disappunto legato alla perdita di opportunità economiche.

L’assoluzione di Marcucci

Il tribunale esclude così l’esistenza di uno stato di ansia o pressione tale da configurare i reati contestati. Il 28 aprile arriva la decisione: assoluzione per lo stalking perché il fatto non sussiste e non doversi procedere per la violenza privata per tardività della querela.

L’accusa di calunnia e la nuova udienza

A quel punto la vicenda si ribalta. La procura rilegge gli atti e contesta a Rufini di aver accusato un innocente. La denuncia diventa oggetto di una nuova imputazione: calunnia. L’udienza preliminare è fissata per il 21 maggio 2026 davanti al gup di Roma. Sarà lì che si deciderà se mandarla a processo, in un procedimento che riparte dalle stesse accuse, ma con i ruoli completamente invertiti.

comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato né condiviso con terze parti. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori. *

menu
menu