GIOIA SANNITICA / PIEDIMONTE MATESE. A piedi al Santuario della Madonna del bagno per il Giubileo dell’VIII centenario.

Il gruppo parrocchiale di Ave Gratia Plena, guidato dal parroco don Armando Visone, ha raggiunto a piedi il Santuario attraversando San Potito Sannitico. Ad accogliere i pellegrini il Rettore, don Lucio D’Abbraccio.
Un pellegrinaggio a piedi, nella notte, per raggiungere il Santuario di Maria Santissima del Bagno e vivere uno degli ultimi momenti del Giubileo straordinario indetto in occasione dell’VIII centenario della posa e benedizione della prima pietra.
Ieri sera, 14 settembre, intorno alle ore 22, il gruppo parrocchiale di Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese, guidato dal parroco don Armando Visone, è giunto al Santuario dopo aver percorso a piedi il tragitto da Piedimonte Matese, attraversando anche il territorio comunale di San Potito Sannitico.
Ad accogliere i pellegrini all’arrivo è stato il Rettore del Santuario, don Lucio D’Abbraccio. Il gruppo ha fatto il proprio ingresso nel luogo sacro cantando inni e canti in onore della Vergine Maria. Ad attenderlo numerosi fedeli e pellegrini, che hanno gremito la chiesa.
Prima della celebrazione eucaristica, don Lucio D’Abbraccio ha rivolto un saluto e un ringraziamento a don Armando Visone e all’intera comunità di Ave Gratia Plena per aver scelto di raggiungere a piedi il Santuario e partecipare al Giubileo dell’VIII centenario, accogliendo anche il dono dell’Indulgenza plenaria concesso per questa particolare ricorrenza.
Nel suo saluto, don Lucio D’Abbraccio ha ricordato anche il profondo legame che lo unisce alla comunità parrocchiale di Ave Gratia Plena. Proprio agli inizi del suo ministero sacerdotale, infatti, collaborò in quella parrocchia come viceparroco accanto all’allora parroco don Alfonso De Balsi. Un’esperienza pastorale che, nonostante gli anni trascorsi, è rimasta viva nella sua memoria e nel suo affetto. Un pensiero particolare è stato rivolto proprio a don Alfonso De Balsi, al quale don Lucio D’Abbraccio era profondamente legato e che ha ricordato con affetto, nella certezza che dal Paradiso continui a vegliare sui suoi parrocchiani.
«In questa comunità mi sono sempre sentito a casa», ha ricordato don Lucio D’Abbraccio, sottolineando l’affetto ricevuto negli anni trascorsi ad Ave Gratia Plena e quello che ancora oggi conserva per quelle persone. Un legame che il trascorrere del tempo non ha cancellato: la comunità gli ha sempre voluto bene e, a distanza di tanti anni, egli continua a portarla nel cuore con lo stesso affetto.
Nel suo intervento il Rettore ha poi richiamato le origini medievali del Santuario e, in particolare, la figura di Papa Onorio III, al cui pontificato risale l’approvazione pontificia legata alla fondazione e alla benedizione della prima pietra. Un riferimento particolarmente significativo per dei pellegrini giunti a piedi: Onorio III è infatti anche il Pontefice che, nel 1223, approvò la Regola dei Frati Minori di San Francesco d’Assisi.
Don Lucio D’Abbraccio ha inoltre ricordato ai fedeli le condizioni richieste dalla Chiesa per ottenere l’Indulgenza plenaria: la Confessione sacramentale, la Comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, insieme al compimento dell’opera indulgenziata e alle disposizioni interiori previste. Nel Santuario i pellegrini hanno quindi professato la fede con il Credo e pregato il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre secondo le intenzioni del Papa.
Alla numerosa comunità giunta a piedi da Piedimonte Matese si sono uniti, per partecipare alla Santa Messa, fedeli e pellegrini provenienti da San Potito Sannitico, Sepicciano, Gioia Sannitica, Calvisi, Alife, Auduni, Caselle e Alvignano, rendendo la celebrazione un momento di comunione tra diverse comunità del territorio.
La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Armando Visone e animata dalla Schola Cantorum della parrocchia Ave Gratia Plena, che ha accompagnato con il canto i diversi momenti della liturgia. Al termine della Santa Messa, l’intera assemblea si è raccolta ancora una volta in preghiera davanti alla Vergine, recitando insieme l’Atto di affidamento a Maria Santissima del Bagno.
Il pellegrinaggio della comunità di Ave Gratia Plena ha così unito il cammino fisico compiuto nella notte a quello spirituale proprio dell’esperienza giubilare: raggiungere un luogo di fede, celebrare l’Eucaristia e affidare alla Madre di Dio il proprio cammino. Una serata nella quale la memoria, l’amicizia tra comunità e la fede si sono intrecciate nel segno di Maria, nell’anno in cui il Santuario celebra gli ottocento anni dalla posa e benedizione della sua prima pietra.







