Isernia / Provincia. Usura, arrestato noto imprenditore locale: prestava danaro con tassi di interesse che andavano dal 24% al 465%. In casa trovati 190mila euro in contanti, assegni, cambiali e scritture private.
“… al noto imprenditore si contesta la circostanza di essere privo di remore posto che, nonostante conoscesse la pendenze a suo carico, ha continuato nell’attività di erogazione di prestiti usurari, denotando una personalità negativa incline alla commissione dei reati”.
Brillante operazione di polizia giudiziaria condotta dalla polizia di Stato della questura di Isernia (nella foto), finalizzata a reprimere il fenomeno dell’usura in questo capoluogo, è stata eseguita la misura cautelare personale degli arresti domiciliari a carico di C.M., nato in Civitanova del Sannio il 26/02/1966, residente in Isernia, noto imprenditore locale, pregiudicato. All’uomo, indagato per il reato di usura aggravata, sono contestati cinque distinti episodi di usura, le cui vittime sono imprenditori locali, con tassi di interesse che andavano dal 24% al 465%. L’attività della Squadra Mobile della questura di Isernia è nata da una denuncia sporta da una delle persone offese, la quale riferiva di essersi rivolta all’imprenditore per ottenere denaro in prestito, in quanto era noto che prestasse soldi a chi versava in stato di bisogno. Sulla base di queste prime dichiarazioni, dopo una lunga e complessa attività di indagine, i poliziotti della Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Isernia iniziavano a rompere il muro di omertà e ad acquisire i primi elementi di riscontro a quanto denunciato. Infatti, nell’ambito del procedimento penale, il procuratore della Repubblica del Tribunale di Isernia, Paolo Albano, delegava, in tempi diversi, due perquisizioni a carico dell’indagato che permettevano di rinvenire nei locali nella sua disponibilità circa 190mila euro euro in contanti e un numero elevatissimo di cambiali, assegni, scritture private ed altri documenti contabili che attestavano rapporti di credito/debito tra il 49enne e altri imprenditori locali. Acquisita tale rilevante documentazione, fondamentali elementi di prova venivano raccolti sulla base delle sommarie informazioni testimoniali delle numerose persone offese, che permettevano di accertare che l’indagato era solito prestare denaro in contante e pretendere, come corrispettivo, rilevanti interessi usurari pari, in alcuni casi, anche al 465%. Sulla base degli elementi raccolti dalla Squadra Mobile, Albano, avanzava richiesta di misura cautelare personale al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Isernia Elena Quaranta, che emetteva ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari a carico di C.M. per usura aggravata dallo stato di bisogno della persona offesa, ricostruendo e contestandogli i cinque distinti episodi. In sostanza al noto imprenditore si contesta, come rilevato dal gip pentro, la circostanza “di essere privo di remore al cospetto delle autorità posto che, nonostante conoscesse la pendenza di un procedimento penale a suo carico per usura, nonostante i suoi precedenti penali e di polizia, ha continuato nell’attività di erogazione di prestiti usurari, denotando una personalità negativa incline alla commissione dei reati”.
Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Isernia – Dott. Paolo Albano
Il dirigente della Squadra Mobile – Dott. Fabio Capaldo







