Luca Abete alla Marcia per il Clima di Roma: L’inviato di Striscia la Notizia ha partecipato alla manifestazione sul tema dei cambiamenti climatici.

luca abete marcia clima roma 001 luca abete marcia clima roma 002L’inviato di Striscia, interpellato sulla Terra dei Fuochi, ha mostrato immagini molto forti: “Ovviamente i problemi relativi all’ambiente riguardano da vicino soprattutto la mia terra, di cui oggi tutti parlano, ma che io denunciavo già nel 2008”.

di Antonio Benforte

Luca Abete ha partecipato con la UISP alla Marcia per il Clima e al Concerto per il Clima che si sono tenuti a Roma. Da sempre attento alle tematiche relative ai giovani e all’ambiente, l’inviato di Striscia la Notizia ha preso parte a alla manifestazione con l’obiettivo sensibilizzare quante più persone possibile sul tema dei cambiamenti climatici e dell’eccessivo inquinamento del pianeta. Durante il Concerto per il Clima l’inviato ha preso la parola e, sul palco insieme a Massimo Cirri e Sara Zamboni, ha posto l’accento su alcune importanti questioni relative al clima e all’ambiente, che riguardano tutti da vicino: “Oggi sono qui nei panni di inviato attento alle tematiche ambientali e di testimonial UISP, che oggi ha messo in piedi una bellissima iniziativa, Corri per il Verde – Corri per il clima e con i suoi volontari e i dirigenti ha lavorato con grande impegno per questo evento. La parola d’ordine è una sola: defossilizziamoci, basta con le fonti e le energie non rinnovabili. Trovare un accordo è difficile ma dobbiamo impegnarci tutti per il bene del nostro pianeta. Si tratta di una situazione delicata e complicata, i governi spesso ci hanno deluso in passato, perché nel corso degli anni i potenti hanno preso degli accordi che poi non sono stati mantenuti, come alla Conferenza di Copenhagen. Quindi è importante agire dal basso, manifestazioni come queste sono fondamentali. Manifestare con coraggio, come è stato fatto oggi. Lottare anche contro la paura come è stato fatto nello Yemen, dove c’è una guerra che nessuno ci racconta. Gli organi di informazione si sono dimenticati che nello Yemen sono morte più di duemila persone per la guerra, e stanno morendo tuttora. Questa spinta dal basso che ci unisce tutti sono convinto che costringerà i governi e i governanti a fare le persone serie, almeno questa volta”. Successivamente l’inviato di Striscia, interpellato sulla Terra dei Fuochi, ha mostrato delle immagini molto forti e riflettuto sul problema: “Ovviamente i problemi relativi all’ambiente riguardano da vicino soprattutto la mia terra. La famosa Terra dei Fuochi, di cui oggi tutti parlano, ma che io denunciavo già nel 2008. Colonne di fumo nero Ma la questione non è ancora risolta, come ho mostrato in un servizio andato in onda pochi giorni fa. C’è ancora tanto, tantissimo da lavorare. Ma uniti possiamo vincere, perché uniti #NonCiFermaNessuno!”.

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