PIEDIMONTE MATESE. La motocavalcata del Molise si può fare: il Presidente del Comitato di Gestione del Parco Nazionale del Matese, Andrea Boggia, emette il provvedimento.

“Che senso vogliamo dare a un progetto di lungo respiro come un Parco Nazionale se poi ci troviamo ad autorizzare un evento basato su motori e gas di scarico?
“La “motocavalcata del Molise” si può fare: in serata il Presidente del Comitato di Gestione del Parco Nazionale del Matese, l’ avvocato (e mio amico) Andrea Boggia ha emesso il provvedimento tanto atteso, ovvero l’autorizzazione “con prescrizioni” – la nota del consigliere comunale Gianfrancesco D’Andrea.
Il protocollo è di oggi, data d’inizio dell’ evento: ciò è indicativo del fatto che l’ istruttoria del provvedimento sia stata tormentata e sofferta. Conosco Andrea e il suo rispetto delle norme, quindi avrà agito, come si suol dire, “in punta di diritto”.
“Ma è proprio questo il punto: che senso vogliamo dare a un progetto di lungo respiro come un Parco Nazionale se poi ci troviamo ad autorizzare un evento basato su motori e gas di scarico? Che senso ha autorizzare un evento con un provvedimento ricco di prescrizioni, divieti diretti e indiretti, richiami a potenziali “violazioni” delle norme, rimandi ad altri provvedimenti autorizzativi, addirittura con tanto di esplicite diffide agli organizzatori?
“Può la grande portata impattante di un evento del genere essere limitata e contenuta da un provvedimento autorizzativo che ricorda gli alambicchi di un laboratorio? La risposta è no. Personalmente non avrei mai autorizzato un evento come questo, proprio per il richiamo così esplicito al pericolo potenziale che mina l’ integrità e la salubrità dell’ ambiente naturale.
“Dobbiamo fare delle scelte di campo precise: non voglio dire che la decisione presa dal presidente non sia, in un certo senso, coraggiosa, perché implica anche una sua grande assunzione di responsabilità. Ma penso anche che oggi occorra il coraggio di vietare e basta ciò che palesemente è in contrasto con i delicati equilibri di tutela della natura. C’è un grande vuoto culturale sul Matese, campano e molisano: si ama il frastuono e lo smog, il rombo dei motori ad alta quota, mentre si dovrebbe venerare quelle rare oasi di silenzio che ancora custodiscono le nostre montagne. Con tutta la vita che c’è dentro. Quella vita non umana, che rivendica il proprio diritto a esistere e che non è seconda rispetto a noi”.







