Piedimonte Matese. Arriva la Nugnes e tranquillizza gli amministratori locali: “Le risorse a voi mancanti vi spettano e ve le devono dare”. Pepe: “Orgoglioso del territorio: i miei Sindaci uno migliore dell’altro”.
Pepe: “Devo dire che sono orgoglioso di appartenere ad un territorio dove ogni Sindaco è migliore dell’altro: sono tutti disponibili”. La Nugnes: “Cercare un ercorso alternativo per gli operai proprio per garantire il loro posto di lavoro”.
L’Assessore regionale all’agricoltura, Daniela Nugnes, arriva a Piedimonte Matese e si incontra con i vertici della Comunità Montana zona del Matese. Presenti Sindaci e diversi amministratori del territorio, a chiedere chiarimenti alla componente della Giunta Caldoro in Regione. A fare gli onori di casa il Presidente dell’ente montano matesino, Fabrizio Pepe, che accoglie l’onorevole di Mondragone come una sorta di speranza a cui aggrapparsi per la risoluzione di diverse problematiche legate al territorio, non ultimo il recupero delle risorse mancanti alla stressa Comunità. La stessa assessora subito ammette che sta “lavorando su maxiemendamento” che dovrebbe portare a delle grosse novità nel settore. Ma il nodo resta l’accordo quadro: “Il punto cruciale è l’accordo quadro ed il pezzo grosso all’interno dello stesso è legato alla corresponsione degli arretrati che vi spettano relativamente all’annualità 2011 che, a mio avviso, si devono dare – precisa la Nugnes – anche se, devo ammettere, il percorso è complesso”. Un percorso complesso poichè si ci deve confrontare con un bilancio regionale complicatissimo da far quadrare, che riceve sollecitazioni da più fronti ed in quasi tutti i settori. “Vi confido che qualcuno in Regione dice che non bisogna darli questi arretrati; io sono del parere, invece, che vi spettano e ve li devono dare“. Parole che suonano come dolce sinfonia per gli amministratori locali, tutti interessati alla questione poichè chi più, e chi meno, hanno tutti operai Baif (Braccianti agricoli, idraulico e forestali) all’interno della prorpia comunità. “Per l’accordo quadro va cercato la quadra con i sindacati – puntualizza l’esponente pidiellina di Mondragone – La legge attuale è deleteria, ma voi Presidenti non vi illudete che cambiando il nome alla stessa cambi tutto”. La questione più annosa era, e resta, quella dei forestali, e soprattutto delle risorse legate alla loro retribuzioni. Qui l’assessore dispensa anche dei consigli: “Secondo me le Comunità Montane un pizzico di autofinanziamento lo devono pur trovare”. La strada potrebbe apparire impercorribile, giacchè gli enti montani vivono solo ed esclusivamente di finanza derivata, e di trasferimenti che da qualche anno sono solo quelli che provengono dalla Regione Campania, avendo il Governo centrale del tutto tagliato i fondi ai suddetti enti. Ma idee e progetti in proposito certo non mancano. A cominciare proprio dagli stesi Baif: “Cercare un ercorso alternativo per gli operai proprio per garantire il loro posto di lavoro”. Diversi gli incontri avuti con le parti in causa, come l’ Uncem, che del resto resiste solo in Regione Campania, poichè le Comunità Montane sussistono solo nella nostra Regione, dopo il taglio effettuato dallo Stato con apposita legge di qualche anno fa. “Allora fu commesso un erore grossolano, quando furono cancellati i finanziamento statali, cioè quello di non creare una sorta di Agenzia Regionale”, ora però “con le riforme apportate dal precedente Governo Monti le Agenzie Regionali non si possono nemmeno più fare”. Dunque all’orizzonte si prospetta un’unica strada: “C’è bisogno di una riforma struttuale forte” ed “il problema più grosso è proprio il vostro come Comuità Montana, giacchè avete tutti operai OTI (operai a tempo indeterminato). Oggi agli operai se gli tuteli il posto di lavoro loro lo comprendono – conclude la Nugnes – ma occorre del tempo; tutelare significa convertirlo, modificarlo per migliorarlo. A questo proposito la cassa integrazione guadagni è vista da loro stessi come risorsa aggiuntiva” (la cassa integrazione è sopraggiunta nel 2013 con una riforma della legge regionale n.16 che prevede la corresponsione delle mensilità a coeprturra di sole 181 giorante lavorative annue, mentre le restanti verrebbero coperte, appunto, dalla cassa integrazione). Il Presidente dell’ente matesino, Pepe, dal canto suo, pur continuando ad offrire la massima collaborazione possibile agli enti istituzionali, Regione in testa, è apparso risolutivo: “dobbiamo decidere insieme come uscirne fuori, mettiamoci attorno ad un tavolo e parliamone. Io, a tal proposito, devo dire che sono orgoglioso di appartenere ad un territorio dove ogni Sindaco è migliore dell’altro: sono tutti disponibili”.











