PIEDIMONTE MATESE. Chiusura Punto nascita: una politica aliena che finge di non conoscere i problemi del territorio.

Un accordo Stato-Regioni del 2010 stabilisce che i punti nascita con meno di 500 parti all’anno dovrebbero essere riorganizzati o chiusi, con l’obiettivo di concentrare le risorse e migliorare l’assistenza.
di Mimmo Iodice
Ieri pomeriggio, a Piedimonte Matese, ha avuto luogo un secondo sit-in contro la chiusura del Punto nascita dell’ospedale “Ave Gratia Plena”. Ad onor del vero, la chiusura dei punti nascita in Italia è regolata da normative che mirano a garantire standard di sicurezza e qualità per l’assistenza al parto.
La normativa principale, un accordo Stato-Regioni del 2010, stabilisce che i punti nascita con meno di 500 parti all’anno dovrebbero essere riorganizzati o chiusi, con l’obiettivo di concentrare le risorse e migliorare l’assistenza.
Questa riorganizzazione spesso implica la chiusura di piccoli punti nascita e il loro accorpamento con strutture più grandi, dove è possibile garantire un’assistenza più completa e specializzata.
Sempre ad onor del vero, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, poteva chiedere una deroga al Governo centrale per cercare di bloccare tale provvedimento. Niente. La chiusura di un Punto nascita del presidio ospedaliero di Piedimonte Matese, in nome del contenimento della spesa pubblica, è una decisione complessa che può avere ripercussioni significative sui cittadini dell‘Alto Casertano.
La spesa pubblica, che include la sanità, può essere soggetta a tagli per motivi di bilancio, ma è necessario valutare attentamente le conseguenze di tali tagli, specialmente quando riguardano servizi essenziali come l’assistenza alla nascita.
In questi giorni passati è capitato di leggere alcuni post su Facebook o articoli online di alcuni esponenti politici comunali, regionali e nazionali che sembravano piovuti direttamente dall’orbita terrestre. Ci è venuto naturale pensare che dei politici appunto venuti dallo spazio si fossero trovati a dover fronteggiare una situazione inattesa, quella di assistere dispiaciuti allo smantellamento di un servizio sanitario fondamentale per un vasto territorio isolato dai grandi centri, non capiamo però come sia possibile tutta questa estraneità alla chiusura del Punto nascita quando questi alieni poltriscono in Regione Campania.
Ma come può accadere tutto questo? Semplice: i politici sono assenti e latitanti nell’Alto Casertano. Al massimo si fanno sentire sul territorio tramite i loro subalterni durante le tornate elettorali per farsi votare. Essendo questi politici alieni, ossia di un’altro mondo, solo oggi hanno scoperto la chiusura del Punto nascita, giurando dura battaglia affinché si vada a ripristinare tale servizio sanitario.
Per molti versi questi soggetti sono da comprendere e giustificare, sono di un’altro pianeta, non sono a conoscenza dei reali problemi sanitari della provincia di Caserta. L’Alto Casertano, che tutta la provincia di Caserta e la Campania sono oggi una sorta di summa dei problemi italiani, perché qui la politica è ridotta ad un misero stipendificio e alla smania di potere con tutto quello che ne consegue. Si può accettare il fatto che a movimentare la scena sulla chiusura del Punto nascita siano solo i cittadini? Perché continuare a pagare questi cialtroni alieni?
O anche, dov’è la politica, dove la proposta alternativa a uno stato di cose drammatico? La “risposta” della politica, sin ad oggi, è consistita in molte chiacchiere e promesse, alcune dichiarazioni pubbliche e post su Facebook. Null’altro. La decisione di chiudere il Punto nascita di Piedimonte Matese dovrebbe essere presa dopo un’attenta valutazione dei pro e dei contro, tenendo conto delle esigenze specifiche dell’intero territorio e delle alternative disponibili.
È fondamentale garantire che la chiusura non comprometta la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle partorienti e dei neonati, e che vengano messe in atto misure per mitigare gli effetti negativi sulla popolazione. In sintesi, sebbene il contenimento della spesa pubblica sia un obiettivo importante, la chiusura di un Punto nascita è una decisione che va soppesata attentamente, considerando sia i benefici economici che le conseguenze sociali ed etiche sul territorio.







