Sesto Campano / Venafro. 46 braccianti agricoli di nazionalità bulgara scoperti in un campo di fagiolini: indaga la Forestale. Potrebbe essere un altro grave episodio di caporalato.
Le azioni sono condotte in collaborazione con la polizia Scientifica di Isernia, intervenuta per il fotosegnalamento, ed i carabinieri della Compagnia di Venafro.
In azione il Comando provinciale della Forestale di Isernia in una serie di controlli nel territorio. In un campo agricolo a Sesto Campano, località Ponte Nuovo, sono stati scovati ben 46 braccianti stranieri di nazionalità bulgara, la maggior parte donne, impegnati nella coltivazione di un campo di fagiolini. La maggior parte delle lavoratrivi era seenza documenti di identità, quindi è stato difficile per gli agenti risalire all’identificazione delle persone. Sul posto è stato rinvenuto anche un furgone dalla targa bulgara sul quale la Forestale,, sta effettuando le indagini del caso. Secondo gli agenti della Forestale, sul posto sarebbe stata notata la presenza di un secondo furgone, riuscito tuttavia ad allontanarsi prima del blitz. Dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che il terreno appartenesse a un cittadino residente, che lo avrebbe ceduto ad una persona di Mondragone. Ed è proprio da Mondragone che avrebbe avuto origine il caporalato, anche se il cittadino casertano avrebbe respinto ogni addebito, sostenendo che l’onere della raccolta dei fagiolini fosse a carico dell’imprenditore molisano. Durante le indagini, sarebbe stata rinvenuta anche una fattura di 2mila euro, sulla quale sono ancora in corso verifiche presso gli uffici dell’Inps. Ancora un episodio di caporalato, dunque, che ha avuto in questa ultima estate numerosi episodi segnalati e riscontrati.







