ALIFE. Amministrazione comunale? “Debolezza e incapacità di visione, divisa al suo interno ed incapace di una strategia di lungo periodo”: consiglio comunale tutt’altro che tranquillo stamane in città.

Il Distretto Diffuso del Commercio? “Proposta che appare imposta dalla amministrazione comunale di Piedimonte Matese” con Alife in condizione di “subalternità ed incapacità di essere protagonista” – [Comunicato]
Stamane il Consiglio comunale ad Alife con soli tre punti posti all’ordine del giorno: l’atto di indirizzo “per la’ffidamento in concessione del servizio di accertamento, liquidazione e riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extratributarie del Comune di Alife”, la costituzione del DDC, il Distretto Diffuso del Commercio tra i Comuni di Alife, San Potito Sannitico e Piedimonte Matese (con questi due ultimi che hanno già deliberato), infine la nomina di un membro esperto della commisisone locale per il paesaggio in sostituzione di un membro dimissionario.
In merito al primo punto, l‘atto di indirizzo per la riscossione tributi, la minoranza consiliare è uscita dall’aula senza votare, poichè ritengono che c’era già una determina di supporto che faceva riferimento all’atto di giunta non ancora approvato in Consiglio: quello che è stato approvato oggi in Assise doveva precedere la determina di supporto alla società affidataria, una società di Piedimonte Matese.
Il terzo punto all’Odg inserisce la proposta della “Costituzione di un distretto diffuso del commercio (DDC) tra i Comuni di Piedimonte Matese, Alife e San Potito”; su questo punto tutta l’opposizione ha votato contro ed in merito è intervenuto il consigliere Vincenzo Guadagno: “Una proposta che appare imposta dalla dinamicità dell’amministrazione comunale di Piedimonte Matese che risulta essere, senza alcuna discussione e senza alcuna contrattazione, il comune capofila, a fronte di una evidente subalternità ed incapacità di essere protagonista dell’amministrazione comunale di Alife.
Ed in questa proposta, che oggi viene accolta supinamente da questa maggioranza consiliare, risiede tutta la debolezza e l’incapacità di visione della nuova amministrazione, divisa al suo interno ed incapace di una strategia di lungo periodo.
I cittadini di Alife sono ignari di questa intenzione della nostra amministrazione comunale, ed ancor di più lo sono i commercianti di questa città, non convocati per la discussione e non coinvolti, e a cui non è stata spiegata l’eventuale strategia del futuro distretto commerciale e gli eventuali vantaggi, se ce ne saranno per Alife.
Ho forti perplessità sui vantaggi che potrebbe trarne la nostra comunità, perché l’impostazione della proposta a me sembra sbilanciata verso chi sa organizzarsi ed il Comune di Alife manca di una organizzazione interna efficiente e di una strategia commerciale concordata con gli operatori del settore.
Nella fretta dirompente di seguire gli altri, perché così non si perdono eventuali finanziamenti, si procede alla rinfusa e senza meta. Oggi discutiamo su una proposta che consente al Comune di Piedimonte di essere il vero protagonista della programmazione e dell’organizzazione di questo distretto commerciale in divenire.
Perché affermo che il vero protagonista sarà l’amministrazione di Piedimonte Matese? Perché tale amministrazione ha una concezione ben precisa di sviluppo economico, commerciale e industriale, e lo sta dimostrando con i fatti.
Il Comune di Alife invece è immobile, e lo sta dimostrando anch’esso con i fatti. La nostra Città manca addirittura di un piano commerciale senza che nessun amministratore si ponga o si sia posto il problema ed è priva di strategie e idee di sviluppo commerciale.
Persino il nome del Distretto non è neutro, non richiama un’associazione di comuni, ma esplicitamente il Comune di Piedimonte, “Alta Campania Cila District”, e quindi il Monte Cila del Comune di Piedimonte Matese, e questo fa comprendere che nemmeno sulla denominazione l’amministrazione comunale ha avuto la forza di incidere.
Guardate che i nomi sono importanti, e in questo caso il nome è di sostanza. Badate bene che il sottoscritto non è contrario al consorzio tra Comuni, anzi, ma ha la convinzione che in questi tipi di aggregazioni bisogna mostrare dignità amministrativa, avere una progettualità ed essere protagonisti e non gregari supini.
L’amministrazione comunale di Piedimonte Matese non ha a cuore lo sviluppo commerciale di Alife, semplicemente tale amministrazione per ottenere l’obiettivo di ricevere finanziamenti per il suo sviluppo commerciale ha bisogno di consorziarsi in distretto, poiché la norma prevede l’obbligo di una rilevanza demografica non inferiore ai 15.000 abitanti.
Con la solita fretta dettata da superficialità, con la solita mancanza di una visione concreta di tutela degli interessi della comunità, si convoca un consiglio comunale straordinario, senza un preliminare e serio confronto con gli esercenti commerciali alifani, senza una riflessione di realeconvenienza, senza stabilire delle strategie, per seguire un progetto elaborato e preordinato dal Sindaco di un altro Comune che inciderà sulle scelte strategiche più importanti in relazione agli aggregati commerciali in modo determinante.
Il Comune di Alife che ha un estensione territoriale più grande di Piedimonte Matese perché non si è proposto come comune capofila? Perché non ha rinegoziato la proposta, la denominazione e lo Statuto? Semplicemente perché non c’è un idea di cosa si vuol fare. E vorrei far notare, un aspetto non di poco conto, ossia che per questioni di opportunità sarebbe stato meglio individuare un altro comune capofila, atteso che il Sindaco di Piedimonte Matese, che sarà Presidente del Distretto, è proprietario di diverse attività commerciali ed industriali nel territorio dei tre comuni aderenti, ed in una visione strategica di sviluppo del commercio territoriale si pongono, quantomeno, problemi di inopportunità nell’assunzione di quella carica.
Pertanto la mia contestazione di oggi riguarda non la generica partecipazione che può avere un senso se strutturata nella direzione di un idea di sviluppo del commercio del nostro comune, ma il metodo e le modalità di adesione a una proposta che arriva preconfezionata da un altro Comune e che avrebbe dovuto essere discussa, meditata e casomai modificata anche con il coinvolgimento dei cittadini e soprattutto dei commercianti di Alife che avrebbero potuto indicare le basi strategiche per la partecipazione a tale iniziativa.
La debolezza delle idee e della visione di questa amministrazione ci sta conducendo, come era prevedibile, ad un ruolo marginale e di subalternità nel territorio matesino – conclude il consigliere comunale Vincenzo Guadagno.






