Donne e violenza. “Avevamo ragione a lanciare l’allarme. Benissimo l’ergastolo per chi spegne una vita umana, ma no a derive ideologiche, simboliche e punitive”.

“Abbiamo fatto bene a intervenire subito. Abbiamo fatto bene a non cedere alla demagogia e agli interessi di sistema. E oggi posso esprimere una sobria ma sincera soddisfazione civile e politica.
Sono un uomo e ho fondato 1523.it per affermare un principio semplice e troppo spesso negato:
– la violenza non ha sesso;
– i diritti e la dignità delle persone non sono negoziabili
Un principio che, in quella forma, avrebbe rappresentato una forzatura giuridica pericolosa, capace di:
• creare insicurezza giuridica nei rapporti umani;
• rendere potenzialmente punibile qualsiasi relazione uomo–donna;
• esporre il diritto penale a usi distorti, strumentali e vendicativi.
Questo non tutela le vittime. Questo indebolisce la giustizia. Bene quindi il ripensamento. Bene una riforma equilibrata e seria. Benissimo pene severe quando un atto è compiuto contro la volontà della persona. Benissimo l’ergastolo per chi spegne una vita umana.
Ma no a derive ideologiche, simboliche e punitive che:
• mortificano i rapporti umani;
• alimentano conflitto tra i sessi;
• colpiscono anche uomini e donne sani, famiglie, affetti, relazioni autentiche.
Oggi mi sento un po’ più sicuro in un mondo spesso segnato da speculazioni, discriminazioni e dalla mortificazione dei valori familiari e dei sentimenti. Se abbiamo contribuito a evitare un incubo giuridico in più, allora sì: ne è valsa la pena”.






