ALIFE. Dissesto chiuso, IMU ferma: nel 2026 nessuna riduzione per i cittadini.

Vincenzo Guadagno: “Dopo la chiusura del dissesto, i cittadini si aspettavano un segnale: invece per il 2026 non cambia nulla.”

Intervento del consigliere comunale Vincenzo Guadagno sul punto 5 all’ordine del giorno “IMU 2026: approvazione aliquote e detrazioni” nel Consiglio comunale di Alife del 27.2.2026.

“Signor Presidente, colleghi Consiglieri, oggi discutiamo un prospetto IMU che, ancora una volta, conferma una scelta politica chiara: mantenere la pressione fiscale ai livelli massimi consentiti dalla legge, senza introdurre alcuna agevolazione, senza prevedere alcuna esenzione, senza differenziare, senza sostenere le famiglie, i giovani, gli agricoltori, i proprietari di immobili inutilizzati o inagibili.

Tutto resta com’è, tutto resta al massimo, tutto resta immobile. E questo, dopo la chiusura del dissesto, non è più accettabile. Il prospetto IMU 2026 del Comune di Alife applica l’aliquota dell’1% praticamente a tutto: fabbricati del gruppo D, altri fabbricati, terreni agricoli, aree fabbricabili. È la tassazione massima. Non c’è una sola categoria per la quale l’Amministrazione abbia scelto di alleggerire il carico fiscale.

Non c’è una sola misura che vada incontro alle esigenze del territorio. Non c’è una sola scelta che dimostri una volontà di cambiamento rispetto agli anni del dissesto. Eppure, proprio il Consiglio comunale, con la delibera n. 35 del 2024, aveva impegnato l’Amministrazione a ridurre IMU, IRPEF e tutte le entrate suscettibili di riduzione. Oggi, invece, ci viene presentato un prospetto che non riduce nulla. Ma c’è di più. Nel prospetto non compare alcuna esenzione comunale. Zero.

Nessuna agevolazione per chi affitta a canone concordato, nessuna agevolazione per chi ristruttura, nessuna agevolazione per chi ha immobili inutilizzati, nessuna agevolazione per chi ha terreni marginali. E soprattutto nessuna assimilazione all’abitazione principale per anziani e disabili ricoverati, una misura che molti Comuni applicano per tutelare le fasce più fragili. Qui no. Qui si sceglie di non prevedere nulla. E poi c’è la questione delle aree fabbricabili.

Anche qui aliquota massima, senza alcuna revisione dei valori venali, senza alcuna distinzione tra aree realmente edificabili e aree che, di fatto, non hanno mercato. E tutto questo avviene in un Comune che non ha ancora approvato il PUC. Senza uno strumento urbanistico aggiornato, tassare le aree fabbricabili al massimo significa colpire cittadini che spesso non possono né vendere né costruire, ma che devono comunque pagare come se quelle aree fossero pienamente valorizzabili. È una scelta ingiusta e tecnicamente discutibile. Il prospetto IMU non contiene una sola riga di motivazione politica o tecnica.

Non c’è una simulazione delle entrate, non c’è una valutazione dell’impatto sul bilancio, non c’è un’analisi delle alternative, non c’è una strategia. È un elenco di aliquote, non una politica fiscale. E questo è il punto: qui non si sta facendo una scelta amministrativa, si sta semplicemente confermando lo status quo, senza alcuna visione, senza alcuna volontà di alleggerire il carico fiscale, senza alcuna attenzione alle esigenze reali della comunità. Colleghi, dopo la chiusura del dissesto, i cittadini si aspettavano un segnale.

Si aspettavano un cambiamento. Si aspettavano che l’Amministrazione iniziasse un percorso di riduzione graduale della pressione fiscale. Invece, oggi, ci viene chiesto di approvare un prospetto che non riduce nulla, non agevola nessuno, non sostiene nessuno. È una scelta politica chiara: mantenere tutto com’è, anche quando non è più necessario. Per queste ragioni, esprimo una valutazione nettamente negativa e invito l’Amministrazione a rivedere il prospetto IMU, introducendo agevolazioni, esenzioni, riduzioni mirate e una politica fiscale che sia finalmente coerente con la chiusura del dissesto e con gli impegni assunti davanti a questo Consiglio e ai cittadini di Alife – conclude Guadagno.

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