Caserta / Napoli. “Una spregiudicata familiarità corruttiva” e la possibilità che possa reiterare i reati: il riesame conferma la dimora fuori Regione per Giovanni Zannini.

“Una spregiudicata familiarità corruttiva” e la possibilità che possa reiterare i reati essendo ancora consigliere regionale. Con queste motivazioni il Tribunale del Riesame di Napoli ha rigettato il ricorso dei suoi legali e, quindi, confermato il mantenimento del divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe per Giovanni Zannini, plurivotato consigliere regionale di Forza Italia proprio in virtù della misura cautelare emessa ad inizio marzo dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura guidata dal Procuratore Pierpaolo Bruni; a Zannini sono contestati i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
I suoi legali difensori avevano fatto ricorso contro la decisione del Gip, puntando tra le altre cose sul fatto che Zannini fosse incensurato e sul fatto che essendo il consigliere lontano dalla Campania non avrebbe più potuto commettere altri reati simili. Invece il Collegio dei Giudici del Riesame di Napoli ha rigettato il ricorso confermando al contempo la misura cautelare, quindi l’obbligo di dimora per l’avvocato mondragonese fuori Regione (sta vivendo a Castel di Sangro, in Abruzzo).







