CAIAZZO. “Svegliamoci”: accorato appello del prof. Ponsillo per una storica città da troppo sonnecchiante.

Cittadina che da tempo arranca e certamente da rilanciare, definita, dai più, “ormai ex città, scavalcata a destra e manca”: sul punto interviene il prof. Luigi Ponsillo
“Caiazzo non può ridursi a una splendida scenografia di pietra, sospesa tra il sonno dei suoi abitanti e il consumo rapido del turismo di passaggio.
Quando la politica abdica al confronto e i cittadini si ritirano nel privato, la coesione sociale si dissolve e il paese perde il suo futuro.
Ora è necessario spezzare l’apatia, riappropriarsi degli spazi pubblici e ricostruire un’identità collettiva. Un paese che non sogna più è un paese senza futuro.
Siamo diventati spettatori passivi del nostro borgo. I vicoli si svuotano, i giovani partono e la rassegnazione rischia di diventare l’unica voce di Caiazzo.
L’assenza di confronto e il silenzio del dibattito pubblico spengono la democrazia. Senza dialettica non c’è crescita, ma solo gestione dell’esistente (oggi fallimentare).
Siamo divisi. Da una parte la vetrina del turismo che passa e consuma; dall’altra i residenti che subiscono i disagi senza ricevere servizi, spazi comuni o occasioni di incontro.
La mancanza di coesione sociale è la conseguenza diretta della morte della politica e del “sonno” della comunità, frantumando Caiazzo in monadi isolate che non riescono più a fare rete.
Quando scompare lo spazio del dibattito pubblico e della partecipazione attiva, crolla anche il collante invisibile che unisce le persone all’interno di un territorio”.







