ROCCAMONFINA. Cittadina che si avvia ufficialmente verso il riconoscimento Unesco: il paese dentro il vulcano.

Il vulcano Roccamonfina, il più antico e grande (maggiore del Vesuvio) della Campania… dorme da più di 50 mila anni e non si risveglierà mai più

Il vulcano Roccamonfina, il più antico e grande (maggiore del Vesuvio) della Campania. Oggi affascinante lembo di paradiso. Si trova al centro di una vasta pianura attraversata dal fiume Garigliano, affacciato sull’azzurro del golfo di Gaeta.

Denominato “Vulcano smeraldo“, per l’incredibile verde smeraldo dei suoi secolari, spettacolari, castagneti, che lo rivestono. È il gigante buono, amatissimo dai Roccani . Nella sua caldera è adagiato l’omonimo paese, da lui protettivamente abbracciato.

Dorme da più di 50 mila anni e non si risveglierà mai più, ma continua a nutrire ad alimentare generosamente i suoi figli, con una natura eccezionale , in un microclima eccezionale. Con le sue ultime eruzioni (50 mila anni fa) ha dato vita ai “domi”, (rilievi formati dalla lava accumulata e solidificata), regalando gli splendidi monte Santa Croce e monte Lattani.

Terra vulcanica fertilissima, habitat unico e raro per castagneti, uliveti, vigneti, funghi, per ricchissima fauna e flora, oggetto di studi e ricerche universitarie. Microclima particolare per funghi eccelsi (tra cui il rinomato porcino), dal sapore straordinario, ineguagliabile.

Dona infinite sorgenti di acqua mineralizzata dalle proprietà benefiche. La più famosa è la Ferrarele, che origina dal suo ventre. Oggi è parte rilevante, (è esteso su ben 11 mila ettari) del “Parco Naturale Roccamonfina-Foce Garigliano”.

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