ALIFE. Nel programma di manutenzione delle opere del patrimonio storico di questa amministrazione comunale particolare attenzione data all’antica Fornace Romana?”. Ma se è crollata di nuovo!!! Tutte le FOTO.

Ma l’incuria è stata notata dall’assessore al patrimonio (Morelli), da quello all’edilizia scolastica (Ginocchio) e dal sindaco pro tempore? (tutti componenti la giunta). Eppure si ha il coraggio di gettare al vento circa 20mila euro per l’ultimo evento canoro in località Porta Piedimonte (Gigi Soriani !!!). Tutte le FOTO

Dopo che all’antica Fornace Romana nei pressi di Porta “Volturno” (o Fiume) era crollata tempo fa la copertura in legno, a rischio incolumità per i cittadini, soprattutto per i bambini, essendovi a pochi passi, e delimitato dallo stesso recinto, l’unico parco giochi per bambini presente in paese, la disattenta amministrazione comunale si era (forse) resa conto del grave pericolo, oltrechè dell’incuria, di una struttura che rientra a pieno titolo del patrimonio storico – archeologico, quindi intervenire per ripristinare la copertura stessa.

“L’amministrazione comunale rende noto che nell’ambito del programma di manutenzione delle opere ricomprese nel patrimonio storico – culturale comunale è stata data particolare attenzione alla antica Fornace Romana, significativa testimonianza per la storia della nostra città – avevano fanno sapere dal Municipio cittadino con una (farlocca) determina dell’agosto del 2024 (quindi, parliamo di due anni fa).

La stessa struttura di Porta “Volturno” (o Fiume), già in un recente passato, ha visto calamitare su di se particolari attenzioni da parte di amministratori comunali, di maggioranza come di minoranza, dapprima per una inesistente, e poi indecente, recinzione in metallo tutt’ora presente che la delimita dall’adiacente parco giochi, quindi per una arronzata copertura in legno, ora miseramente crollata, anzi (ri)crollata, così come le promesse a vuoto di una inconcludente amministrazione comunale.

Antica fornace in località Porta Fiume di Età tiberiana (circa 20 a.C. – 20 d.C.). L’antica fornace rinvenuta nei pressi di Porta Fiume, lungo il margine sud-orientale della cinta muraria romana di Alife, riveste un notevole interesse storico e archeologico. L’area, posta strategicamente all’esterno del perimetro urbano antico, era destinata ad attività artigianali (come la lavorazione della ceramica) che richiedevano spazi ampi e una posizione isolata per ragioni igieniche e logistiche.

Questa collocazione consentiva un facile collegamento sia con le vie fluviali del Volturno, sia con le principali direttrici commerciali della Campania settentrionale. L’antica Allifae, di origine sannitica e conquistata dai Romani nel 326 a.C., divenne in età augustea un municipium economicamente florido, integrato nelle reti di scambio dell’Italia romana. Le indagini archeologiche condotte nell’area tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento hanno portato alla luce un’ampia quantità di reperti, tra cui ceramiche di pregio che testimoniano una produzione locale specializzata.

Particolarmente significativi sono i resti di una fornace romana, databile tra la fine dell’età augustea e quella tiberiana (20 a.C. – 20 d.C.), individuata a ridosso della cinta muraria, nei pressi di Porta Fiume. Accanto alla fornace sono stati rinvenuti scarti ceramici di lavorazione e strutture funzionali che permettono di ricostruire un quadro più completo dell’attività di produzione locale.

La fornace di Porta Fiume presenta una camera di combustione quadrangolare (circa 2 × 2 metri), costruita in opus incertum. Alle sue spalle, due vasche servivano probabilmente per la decantazione dell’argilla, confermando un’attività artigianale specializzata. L’analisi dei reperti ha permesso di attribuire alla fornace la produzione di ceramiche da fuoco (casseruole, coperchi, tegami) e di ceramiche a pareti sottili, destinate all’uso domestico e al commercio. L’impianto rimase in attività almeno fino al II secolo d.C.

Gli scavi hanno restituito frammenti di coppe carenate ed emisferiche, bicchieri a pareti sottili e brocche globulari: il tutto realizzato con argille locali provenienti dalla valle del Volturno, ricca di sedimenti alluvionali.

La produzione ceramica di Alife ebbe un ruolo importante non solo per il mercato locale, ma anche per l’esportazione verso centri maggiori della Campania e dell’Italia centrale, suggerendo collegamenti commerciali con Roma. Lo stesso Orazio, nei Sermones, menziona gli “allifana pota”, bicchieri sottili e raffinati, testimoniando la fama di questa manifattura già in età classica.

La fornace di Porta Fiume rappresenta, dunque, una testimonianza tangibile della vitalità economica di Allifae romana, capace di coniugare artigianato e commercio su scala interregionale. Oggi, il sito costituisce un bene archeologico di grande valore: la sua tutela e valorizzazione potranno restituire piena leggibilità a una pagina fondamentale della storia economica e di Alife.

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