Camorra / Affari. Sequestro di beni per oltre due milioni di euro al boss dei Casalesi Antonio Iovine: ville, terreni e beni immobili in genere.
Uno degli immobili risulta intestato a Benedetta Borrata, una delle donne che accudiva Iovine da latitante e che è stata arrestata dopo la cattura del boss nel novembre del 2010.
Camorra ed affari: sequestri di beni per oltre due milioni di euro al boss dei Casalesi Antonio Iovine: si tratta di sette immobili tra ville, terreni e stratture in genere. Il boss, detto “‘o’ ninno”, che da qualche mese ha deciso di collaborare con la giustizia, si è visto sottoporre a sequestro dai carabinieri del Nucleo Operativo di Caserta, guidato dal tenente colonnello Alfonso Pannone, beni situati in diversi Comuni, tra cui Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Nonantola, in provincia di Modena: il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Dda di Napoli. Uno degli immobili risulta intestato a Benedetta Borrata, una delle donne che accudiva Iovine da latitante e che è stata arrestata dopo la cattura del boss nel novembre del 2010.
QUESTO IL COMUNICATO DEL COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI CASERTA
Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta coordinati dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di un’articolata indagine, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro nei confronti di dieci soggetti considerati intestatari fittizi di beni riconducibili ad Antonio Iovine detto “O’ Ninno”, esponente di vertice dell’omonima fazione della consorteria criminale dei Casalesi ed attualmente testimone di giustizia. In particolare sono stati compiutamente identificati i dieci prestanomi che avevano intestati beni immobili e terreni dislocati tra le province di Caserta e Modena e riconducibili al citato Iovine. Le dichiarazioni, e gli accertamenti ad esso conseguenti, hanno tracciato un quadro chiaro della situazione degli immobili che Iovine aveva messo da parte negli anni di latitanza e che costituiscono parte del proprio patrimonio esclusivamente personale; E’ stato inoltre accertato che i fittizi proprietari non avevano palesemente disponibilità economiche tali da giustificare la proprietà dei cespiti; Tra i beni oggetto delle indagini vi è anche una ditta, intestata ad uno degli indagati ma riconducibile di fatto al sodalizio camorristico, che aveva ottenuto in concessione un terreno da parte del comune di San Cipriano d’Aversa (CE) in area P.I.P. per edificarvi un capannone industriale poi non costruito. Rilevante è poi la circostanza che uno degli intestatari fittizi, è la figlia del proprietario dell’abitazione in cui lo stesso Iovine fu catturato al termine della sua latitanza. Il valore complessivo dei beni sequestrati (costituito da 4 ville di grandi dimensioni, 1 autorimessa, 1 appartamento e 2 terreni) è di circa 2 milioni di euro.







