Camorra. Si pente il boss dei casalesi Antonio Iovine: dopo 4 anni di carcere duro “O’ ninno” parlerà coi guidici.
Dopo 4 anni di carcere duro al 41 bis, dunque, Iovine ha iniziato una ricostruzione destinata a scombussolare la politica e gli affari del casertano, 30 anni di storia criminale a partire da Bardellino, Cutolo, fino alla concussione con la politica regionale campana.
Il boss Antonio Iovine ha deciso di pentirsi. E questa è già la notizia. Poi delle ripercussioni circa il pentimento che potrebbero avere negli ambienti della camorra ma anche nell’imprenditoria e nella politica di Terra di Lavoro è un altro discorso. Antonio Iovine, detto ‘o ninno, per il suo viso di bambino ma soprattutto per aver raggiunto i vertici del clan da giovanissimo, è uno che sa molte cose, quindi con le sue confessioni tutto potrebbe cambiare”. Dopo 4 anni di carcere duro al 41 bis, dunque, Iovine ha iniziato una ricostruzione destinata a scombussolare la politica e gli affari del casertano, 30 anni di storia criminale a partire da Bardellino, Cutolo, fino alla concussione con la politica regionale campana. Antonio Iovine iniziò presto la sua carriera criminale; viene da una famiglia di tradizione camorristica, con suo fratello Carmine ucciso nel ’94, sua sorella Anna arrestata per estorsione, suo parente Mario Iovine, fedelissimo di Antonio Bardellino, ucciso in Portogallo nel ’91. Nel giugno del 2008, nel processo d’appello del maxiprocesso Spartacus, venne condannato in contumacia alla pena dell’ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei Casalesi e, come uno dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia, venne preso il 17 novembre 2010 dopo 14 anni di fuga, scovato nella casa di Marco Borrata, considerato un suo fiancheggiatore, a Casal di Principe. Dopo l’arresto, Iovine venne trasferito nel carcere di Badu ‘e Carros (Nuoro), lo stesso dove venne detenuto anche Attilio Cubeddu, in regime di 41 bis. Il 6 dicembre 2010 ebbe un riservatissimo colloquio con il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.







