Venafro / Bojano / Riccia. Comunità montane, ancora un anno di proroga per i 4 commissari. Tuonano dal M5S: “è rianimazione continua”.

Anche se il numero dei commissari ora è diminuito (sono solo rimasti in quattro), e con una indennità mensile lorda e omnicomprensiva pari a 1.850 euro lordi, fa ancora discutere la decisione della Regione Molise di prorogare ancora per una latro anno, il 2026, la liquidazione degli Enti montani in Molise.
In realtà gli enti da liquidare sono ancora dieci ma da qualche anno sono stati accorpati. La Regione Molise ha dunque deciso di abrogare le Comunità montane già nell‘anno 2011, ma il processo di liquidazione continua.
Solo il 30 dicembre scorso, 2025, difatti, la giunta regionale molisana ha approvato il rinnovo degli incarichi fino, appunto, al 31 dicembre 2026 e il governatore (Roberti della Lega, ndr) ha con proprio decreto designato i relativi commissari: Carlo Antonio Perrella è stato nominato commissario liquidatore per le Comunità montane “Fortore molisano”, (sede in Riccia, CB), “Centro pentria” (sede Isernia) e “Matese” (sede in Bojano); Giovancarmine Mancini per “Trigno medio Biferno”, “Alto Molise”, “Cigno valle Biferno” (di Piana d’Ischia – CB) e “Trigno Monte Mauro” (di Palata – CB). Infine, Pompilio Sciulli per le Comunità montane “del Volturno” (sede in Venafro) e “Sannio” (sede in Frosolone), Alessandro Amoroso alla “Molise centrale” (sede in Ferrazzano – CB).
“Il 2026 doveva portare aria di novità, una ventata di cambiamento per spazzare via vecchi schemi e abitudini. E invece, in Molise, anche quest’anno si respira la solita brezza stagnante: quella delle Comunità montane “in liquidazione”, ma sempre lì, più vive che mai – l’affondo del Movimento 5 stelle Molise sul rinnovo dei commissari liquidatori per un altro anno.
“Una scelta che conferma ciò che, ormai, è diventato un rito: ogni volta si promette la chiusura definitiva, salvo poi infilare l’ennesima proroga. Motivazioni sempre nuove per un copione sempre uguale: prima bisognava alienare i beni, poi aspettare la riforma, ora chissà. Intanto, gli enti “fantasma” restano in piedi, e con loro anche i compensi per chi dovrebbe traghettarli verso la fine”.
“Più che liquidazione, sembra una rianimazione continua. E così, mentre cittadini e imprese lottano con mille difficoltà, i “carrozzoni eterni” tutti molisani proseguono la loro corsa, mostrando che in questa regione la tradizione è più forte di qualsiasi atto di riforma. Perché sì, cambiano i presidenti, cambiano le stagioni, ma certe poltrone – quelle no – non si toccano mai”.






