Donne assassine. Alessia Pifferi, il testimone: “Diana sola in casa, la madre usciva in limousine da 500 euro”. Bugie anche sul battesimo.

La 38enne accusata di omicidio volontario: lasciava la figlioletta di 18 mesi sola in casa per raggiungere l’amante. Fatale l’ultima volta per una settimana intera, la piccola morta di stenti: morsi sul cuscino pur di sfamarsi.
Ancora dettagli raccapriccianti per l’omicidio volontario di Diana, piccola creatura di soli 18 mesi morta di stenti nella sua culla la scorsa estate, dopo che la sciagurata madre la aveva abbandonata in casa da sola. La donna, Alessia Pifferi, voleva liberarsene per raggiungere l’amante (era separata dall’uomo col quale aveva concepito la bambina).
In corso il processo al tribunale a Milano dove la 38enne è accusata di omicidio volontario pluriaggravato, e nella udienza ultima sono emersi altri elementi sullo stile di vita della donna: centinaia di euro spesi in corse in taxi per andare dal compagno, una limousine da oltre 500 euro noleggiata anziché festeggiare il battesimo della bambina, incontri a pagamento con uomini.
Indagini della Squadra mobile di Milano, verifica delle immagini delle telecamere presenti nella zona dell’abitazione della Pifferi, in via Parea a Milano e in quella del compagno, a Leffe in provincia di Bergamo. Ricostruiti i movimenti della donna, in particolare proprio sulla settimana precedente la morte della bambina, tra il 14 e il 20 luglio 2022. In quei giorni la donna si spostò diverse volte dalla casa del compagno, dove era arrivata il 14 luglio, e tutte le volte servendosi di taxi privati, spendendo ogni volta circa 300 euro.
Tutti dettagli che hanno evidenziato anche un tenore di vita molto superiore alle sue reali possibilità, tant’è che dall’esame del telefonino e delle chat presenti è emerso che per potersi permettere questo stile di vita, la donna incontrava spesso uomini facendosi pagare.
Gli investigatori hanno scoperto inoltre che in una determinata occasione la donna avrebbe noleggiato una limousine per trascorrere una serata romantica col compagno, spendendo 536 euro. A una amica avrebbe detto che la limousine serviva per la festa di battesimo della piccola Diana, che si sarebbe dovuta tenere il giorno dopo a pranzo; in realtà, la mattina successiva la Pifferi chiamò un taxi privato da Leffe diretta a Milano, per poi tornare a Leffe alle 14:00. Pertanto non ci fu alcuna cerimonia di battesimo.






