Donne assassine. Paolo suicida dopo i maltrattamenti dell’ex moglie: “Lei lo annicchiliva, lo spinse a uccidersi”. L’ultimo sms choc: “spero che tu muoia”.

La donna scrisse un sms al marito: “spero che tu muoia”. Con i suoi comportamenti, avrebbe “esercitato il proprio ossessivo e asfissiante controllo sulle scelte di vita della vittima”

Aveva 34 anni Paolo Silletti quando si tolse la vita, il 10 aprile 2024, lanciandosi dal balcone della casa dei genitori a Santeramo in Colle (Bari). La sua ex moglieNoura Morsy, a dicembre è stata condannata (in abbreviato) a sette anni di reclusione per maltrattamenti aggravati dall’aver commesso il fatto in presenza di minori.

Paolo Silletti, la sentenza

Nelle motivazioni della sentenza, il gup di Bari Francesco Vittorio Rinaldi spiega come la donna, con i suoi comportamenti, avrebbe «esercitato il proprio ossessivo e asfissiante controllo sulle scelte di vita della vittima», «al punto da indurlo al suicidio, ponendo in essere la nullificazione della sua personalità con manifestazioni gratuite di disprezzo, atti di mortificazione, umiliazione, denigrazione del suo ruolo di uomo, marito e padre».

«Annicchiliva la sua persona»

Per anni, scrive il giudice, la donna avrebbe insultato il marito portando «all’annichilimento» della sua persona. Dopo la nascita della figlia, nel 2021, lo avrebbe costantemente insultato e minacciato, chiedendogli denaro (fino «a due milioni di euro») per permettergli di continuare a vedere la bambina. Comportamenti che, scrive il gup, avrebbero «reso la convivenza all’interno del contesto familiare» e i rapporti con il marito «penosi e insostenibili», generando in lui «uno stato di prostrazione, di soggezione, oltre che di costante paura» di non poter più vedere la figlia.

Voleva essere Georgina

La donna avrebbe preteso una casa più grande e per diversi periodi sarebbe rientrata in Egitto insieme alla figlia minacciando di non tornare più in Italia. E avrebbe costantemente chiesto soldi al marito. Una cugina della vittima, ascoltata dai carabinieri qualche giorno dopo il suicidio, disse che la donna si aspettava di «fare la vita di Giorgina», cioè Georgina Rodriguez, compagna del calciatore portoghese Cristiano Ronaldo.

I messaggi choc

Il gup ha escluso l’aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti, scrivendo che «pur essendo dimostrata la correlazione sul piano oggettivo dell’evento morte per suicidio di Silletti» con la condotta della donna, «l’imputata, al momento in cui ha agito», non avrebbe potuto prevederlo. Nelle ultime comunicazioni, la donna avrebbe scritto al marito «spero che tu muoia» ma poi, il giorno stesso del suicidio, gli avrebbe chiesto di andare a prendere la figlia da scuola.

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