Donne violente. Ubriaca aggredisce il marito a calci e pugni, “Ti ammazzo e resto in carcere per 6 anni, nostra figlia te la puoi tenere”.

A processo per maltrattamenti in famiglia, il pm ha chiesto per la donna una condanna a 3 anni e 6 mesi per le sue condotte violente. Ubriaca aggredisce il marito a calci e pugni: “Ti ammazzo e resto in carcere per 6 anni, nostra figlia te la puoi tenere”.
di Tommaso Torri
Le normali tensioni di una coppia, lui 54enne e lei 50enne, si erano acuite in occasione della pandemia di Covid quando, costretti a stare chiusi in casa tutto il giorno, le litigate erano diventate sempre più violente e, secondo l’accusa, alimentate anche dall‘abuso di alcol della moglie che, in stato di ubriachezza, diventava sempre più violenta nei confronti del marito tanto da aggredirlo fisicamente e verbalmente. Le prime avvisaglie del comportamento violento della 50enne erano arrivate nell’aprile del 2020 quando l’uomo, spaventato dall‘aggressività della moglie che era arrivata ad alzare le mani su di lui, era stato costretto a barricarsi in una camera con la figlia di appena 10 anni e chiedere aiuto alle forze dell’ordine che erano intervenute sul posto.
Successivamente, nell’autunno dello stesso anno, un nuovo accesso d’ira della donna dovuto sempre secondo l’accusa a un abuso di alcolici, a carico del 54enne erano arrivate anche le minacce di morte con la moglie che gli aveva urlato chiaramente: “Tanto io ti ammazzo, in carcere ci resto sei anni” e “te ne devi andare e nostra figlia te la puoi anche tenere”. A tutto questo si aggiungevano anche le recriminazioni per il bilancio famigliare: “i soldi non ci sono perché li spendi te”. In una escalation di violenze, erano arrivate anche le aggressioni fisiche con calci e pugni all’indirizzo del marito che non cessavano nemmeno quando, chiamate dall’uomo terrorizzato, arrivavano le forze dell’ordine per riportare la calma.
Arrivato oramai allo stremo e anche per tutelare la figlia, il 54enne non aveva potuto far altro che denunciare la moglie finita così a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Sul banco degli imputati… la 50enne si è giustificata sostenendo, appunto, che le normali tensioni domestiche erano state esasperate dal lockdown e rigettando l’accusa di abusare degli alcolici. Al termine della sua requisitoria, il p.m. ha chiesto per l’imputata una condanna a 3 anni e 6 mesi mentre, la difesa, ha chiesto per la sua assistita l’assoluzione. La sentenza è attesa per il prossimo 22 ottobre.







