Cerreto Sannita. Emergenza cinghiali, la denuncia ai Carabinieri Forestale: disastro ambientale e pericolo per i cittadini.

Specifica denuncia depositata presso il Comando Stazione dei Carabinieri Forestali di Cerreto Sannita per accertare presunte gravi responsabilità nella gestione della fauna selvatica, in particolare i cinghiali, nota annunciata dall’associazione naturalistica Orme per tramite il portavoce Giuseppe Fappiano ed indirizzata a Ministero dell’Ambiente, dell’Agricoltura, ISPRA e Regione Campania.

Esposto per conoscenza anche alle Procure della Repubblica di Benevento, Napoli e Roma per denunciare una gestione “fallimentare e pericolosa” che avrebbe prodotto un disastro ambientale e un costante rischio per la pubblica incolumità.

Si sarebbe verificato, sempre a detta dei denunciati, una progressiva distruzione dell’integrità biogenetica del cinghiale autoctono italica, causata da anni di ripopolamenti con esemplari alloctoni di ceppo centro-europeo e successivi incroci con il maiale domestico: una forma di “ingegneria genetica a scopo venatorio” che avrebbe prodotto ibridi di dimensioni abnormi e con una capacità riproduttiva ipertrofica, alterando l’equilibrio dell’ecosistema mediterraneo.

Nell’esposto si parla di procurata estinzione funzionale e biogenetica del cinghiale autoctono, una sottospecie più piccola e meno prolifica, sostituita da animali considerati invasivi, pertanto un potenziale disastro ambientale ed una proliferazione incontrollata; l’associazione denuncia anche una colposa omissione dagli enti preposti, che non avrebbero adottato adeguate procedure di monitoraggio né efficaci protocolli di contenimento, in violazione delle direttive UE di tutela della biodiversità.

Ed ancora, una situazione di insicurezza urbana in Campania, dove la presenza dei cinghiali non è più limitata alle aree rurali ma interessa sempre più spesso centri abitati.

Sotto tiro anche l’attuale strategia basata prevalentemente sull’attività venatoria. L’associazione richiama i dati ufficiali della Regione Campania che mostrerebbero un aumento degli abbattimenti senza alcun effetto reale sul contenimento della specie. Al contrario, la pressione venatoria contribuirebbe a frammentare i branchi e a stimolare la riproduzione delle femmine più giovani, cosa che peggiorerebbe ulteriormente il problema.

Si chiede inoltre di sequestrare il Piano di prelievo del cinghiale in caccia di selezione 2026 ed accertare le responsabilità degli enti coinvolti per la presunta alterazione del patrimonio genetico della specie, valutando il possibile danno erariale per i fondi pubblici destinati agli indennizzi.

comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato né condiviso con terze parti. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori. *

menu
menu