LA NUOVA PROVINCIA. Tanti big già fuori per ineleggibilità, ecco i nomi dei sindaci che potrebbero ambire alla carica di ‘presidente’ .
E’ partita la corsa per la nuova Provincia. Scomparsa la modalità dei collegi, con il decreto Delrio, saranno direttamente i consiglieri comunali ad eleggere il presidente della Provincia. Il presidente, che resterà in carica quattro anni, è eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia. Sono eleggibili a presidente i sindaci della provincia, il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni.
Questo “cavillo” taglia fuori dalla corsa per la presidenza della Provincia molti sindaci importanti che avrebbero potuto ambire a questo incarico.
Fuori gioco sono il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, quello di San Nicola la Strada Pasquale Delli Paoli, quello di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro, quello di Castel Morrone Pietro Riello, quello di Casagiove Elpidio Russo, quello di Capua Carmine Antropoli, quello di Parete, il segretario del Pd Raffaele Vitale. Non sono ancora candidabili il sindaco di Cellole Aldo Izzo, quello di Villa Literno Nicola Tamburrino, quello di Santa Maria a Vico Alfonso Piscitelli, quello di Sessa Aurunca Luigi Tommasino, quello di Capodrise Angelo Crescente. Viceversa, sono candidabili alla carica di presidente della Provincia il sindaco di San Felice a Cancello Pasquale De Lucia che, però, punta alla corsa in Regione per riconquistare quello scranno che Angelo Consoli gli ha tolto, quello di Maddaloni Rosa De Lucia che, però, ha fatto sapere di non essere interessata alla corsa per il parlamentino di corso Trieste. Per quello che riguarda le grandi città può ambire alla carica di presidente della Provincia il sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco che ha già avviato un ragionamento sia con Forza Italia che con il Nuovo centrodestra per costruire questa candidatura. Le ambizioni di Sagliocco, vanno in contrasto con quelle del coordinatore provinciale del Nuovo centrodestra, il sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa. Quest’ultimo, tra l’altro, per dare forza al suo progetto, ha già chiuso un accordo con Fratelli d’Italia che è pronto a sponsorizzarlo in questa avventura.
Altro nome forte per la Provincia, potrebbe essere quello del sindaco di Marcianise Antonio De Angelis che pure è tra coloro che possono correre per questa casella. Nel centrosinistra le sorprese potrebbero essere rappresentante dai due trionfatori delle ultime amministrative, il sindaco di Casal di Principe Renato Natale e quello di Castel Volturno Dimitri Russo. Possibilità di candidatura le ha anche il primo cittadino di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello che, però, non ha mai fatto mistero di puntare alla Regione. C’è da dire, però che, se Cappello si vuole candidare, deve, così come prevede il nuovo regolamento, dimettersi prima delle regionali, un’eventualità che potrebbe anche indurre il presidente del Pd a rivedere i propri piani. Se riuscissero a chiudere gli accordi giusti, potrebbero essere della partita della Provincia anche il sindaco di Recale Patrizia Vestini che, però, ha il pallino delle regionali, quello di Casapulla Michele Sarogni che, però, sfrutterà le diplomazie per consolidare la posizione del suo vice Luigi Bosco come candidato a Palazzo Santa Lucia. In base a questo nuovo sistema, gli accordi politici sono indispensabili per riuscire a centrare il risultato. L’elezione del presidente, secondo il nuovo regolamento, avviene sulla base di presentazione di candidature, sottoscritte da almeno il 15 per cento degli aventi diritto al voto. Le candidature sono presentate presso l’ufficio elettorale appositamente costituito presso la sede della provincia dalle ore otto del ventunesimo giorno alle ore dodici del ventesimo giorno antecedente la votazione.
Il presidente della provincia può nominare un vicepresidente, scelto tra i consiglieri provinciali, stabilendo le eventuali funzioni a lui delegate e dandone immediata comunicazione al consiglio.
Il vicepresidente esercita le funzioni del presidente in ogni caso in cui questi ne sia impedito.
Il presidente puo’ altresì assegnare deleghe a consiglieri provinciali, nel rispetto del principio di collegialità, secondo le modalità e nei limiti stabiliti dallo statuto.
Il consiglio provinciale sarà composto da sedici elementi e durerà in carica due anni.
L’elezione avviene sulla base di liste, composte da un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore alla metà degli stessi, sottoscritte da almeno il 5 per cento degli aventi diritto al voto.
Nelle liste nessuno dei due sessi puo’ essere rappresentato in misura superiore al 60% del numero dei candidati, con arrotondamento all’unità superiore qualora il numero dei candidati del sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore a 50 centesimi. In caso contrario, l’ufficio elettorale riduce la lista, cancellando i nomi dei candidati appartenenti al sesso più rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto della disposizione di cui al primo periodo.
Francesco Marino







