Papa Francesco a Caserta. “Ho sentito che i napoletani sono un pò gelosi perchè sono venuto a Caserta e non a Napoli: ma entro quest’anno andrò anche da loro“.
Il Pontefice, nell’omelia davanti la Reggia di Caserta, si è soffermato spesso sulla questione ambientale, sul rispetto dell’ambiente e della natura. Pur non pronunciando mai la parola Camorra, ma ha detto no a corruzione e all’illegalità. Il discorso completo del Papa.
“Ho sentito che i napoletani sono un po’ gelosi per il fatto che sono venuto a Caserta e non a Napoli. E allora li voglio rassicurare, entro quest’anno andrò anche da loro“. Queste le ultime parole pronuciate quest’oggi da Papa Francesco prima di abbandonare il palco dal quale ha celebrato la Santa Messa. Ventidue anni dopo torna un Papa, dunque, in Terra di Lavoro. “Gesù si rivolge ai suoi discepoli con parole semplici” così ha iniziato e così è stata tutta l’omelia di Papa Francesco. Si è soffermato spesso sulla questione ambientale, sul rispetto dell’ambiente e della natura. Pur non pronunciando mai la parola Camorra, ma ha detto no a corruzione e all’illegalità, rivolgendosi al popolo campano: “So che soffrite per queste cose” e ha invitato tutti a tenere lo stile di vita insegnato dal Vangelo che rispetti il creato. Un pensiero ai poveri, agli immigrati, agli esclusi prima di parlare della Santa Patrona di Caserta, Sant’Anna
Questo il discorso completo di Papa Francesco: “Gesù si rivolgeva ai suoi con parole semplici, parole che tutti possono capire. Anche questa sera ci parla attraverso brevi parabole, efficaci per la gente di quel tempo. Sono le parabole del tesoro nascosto e della perla. Un mercante è tutta una vita che cerca una perla, un contadino, invece, non si è mai allontanato dal suo campo e compie il lavoro di sempre. Per entrambi il fine del loro impegno è lo stesso: la scoperta di un tesoro e la gioia di aver trovato l’appagamento del loro desidero. Per esso vendono tutto in cambio. Con queste due parabole Gesù insegna cos’è il Regno dei cieli. E Gesù non si preoccupa di spiegarlo: annuncia che è vicino e lo nomina di riflesso. Preferisce lasciarlo intuire con le parabole. Dicendo che il regno dei cieli può cambiare il mondo. Le due parabole ci fanno capire che il regno di Dio è nello stesso Gesù, è lui i tesoro nascosto, è lui la perla. E’ la gioia di ognuno di noi quando scopriamo la presenza di Gesù, una presenza accogliente, gioiosa che ci fa accogliere lo straniero. Potreste domandarmi:”Padre come si trova il Regno di Dio? Per alcuni viene cercato a lungo come nel mercante, per altri accade all’improvviso, per caso, come nella parabola del contadino. Gesù è venuto per essere Dio con noi. Gesù è qua. Lui stesso lo ha detto: Quando sarete riuniti nel mio nome, io sarò in mezzo a voi. E’ Lui che ci cerca e si fa trovare nei luoghi soliti ed in quelli inattesi. Quando si trova Gesù si rimane affascinati. Le parole di Gesù sono nel Vangelo. Non voglio fare la domanda qui! Quanti di voi ogni giorno leggono un brano del Vangelo? Non alzate la mano. Ma quanti di voi si affrettano si affrettano a fare il lavoro per non perdere la telenovela ? Ma il contatto con la parola di Gesù è quello che ci avvicina al Regno di Dio. Prendiamo un piccolo Vangelo sempre con noi. Per il Regno di Dio, non basta l’entusiasmo, occorre mettere Dio al primo posto nella vita, preferirlo a tutto. Significa avere il coraggio di dire no al male e vivere a servizio della legalità e del bene comune. Bisogna condividere con gli altri, amare i fratelli e rispettare i fratelli, l’ambiente e la natura. Lo sa che voi soffrite per queste cose. Prima uno di voi si è avvicinato e mi ha detto:”Padre ci dia una speranza!”. Io non posso darvi una speranza. Io posso dire:”Dove c’è Gesù , c’é la speranza. Chi vive con Gesù si impegna a rispettare l’ambiente e la salute. E’ importante che la vostra terra venga rispettata: no ad ogni forma di corruzione ed illegalità. Tutti devono essere servitori della verità, nello stile di vita del Vangelo, con l’attenzione al povero e all’escluso. A me importa che l’orfano sia curato, che l’escluso sia ricevuto, che il creato sia custodito. La festa di Sant’Anna è la festa della nonna di Gesù. Sant’Anna non è incoronata. La figlia è incoronata, lei no. La nonna è la donna che ha preparato la figlia a diventare regina. E ha fatto un bel lavoro. Sant’Anna è la patrona di Caserta… Desidero incoraggiarvi a vivere la festa patronale liberi da ogni condizionamento.. Sant’Anna forse ha ascoltato le parole di Maria del Magnificat. Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, gli afflitti. Ella ha capovolto il giudizio degli uomini. Abbiamo speranza!, la speranza non delude. A me piace ripetervi: non lasciatevi rubare la speranza!”.
















