PIEDIMONTE MATESE / BELLONA. Assalti ai bancomat con la tecnica della marmotta, arrestati in 5: nel covo trovati 20mila euro.

Dopo settimane di intense ricerche ed indagini accurate da parte delle forze dell’ordine sono stati finalmente beccati i componenti la banda della cosiddetta “marmotta”, che avrebbe messo a segno diversi colpi in più di una banca in Provincia di Caserta, tra cui Piedimonte Matese, ma anche Grazzanise, Bellona e Santa Maria a Vico. Nello specifico, i malviventi facevano saltare gli sportelli bancomat con esplosivo oppure sfondando l’apparecchio con un veicolo, per poi portarlo via con loro.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata al comando provinciale dei carabinieri di Taranto, da dove è partita l’inchiesta, ed agli arresti sono finiti Cataldo Bartolo, 46enne barese pregiudicato conosciuto come Dino, Rocco Fronza, 20 anni di Palagiano, Valentino Intini, 21 anni di Massafra, Simone Vinella 20 anni, e Alessandro Longo, 28 anni entrambi di Grumo Appula. 

Il blitz che li ha portati in carcere è scattato a seguito dei raid che hanno interessato nell’ultimo periodo vari istituti di credito del napoletano e del casertano, con un incremento dei controlli interforze nei comuni interessati e in quelli limitrofi da parte degli agenti della polizia di Stato, quindi dei carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, della compagnia di Castellammare di Stabia e del gruppo di Torre Annunziata. 

Tutto comincia nella giornata di ieri, mercoledì 4 febbraio, quando due esplosioni di Atm, avvenuti attraverso la “tecnica della marmotta” , hanno interessato le città di Casavatore e Agerola. I ladri utilizzavano anche chiodi specifici per forare i pneumatici delle vetture dei carabinieri .

Le indagini dei poliziotti appartenenti alle Squadre Mobili di Caserta e Napoli, hanno scoperto il loro covo a San Gennaro Vesuviano, dove gli agenti hanno rintracciato i cinque, trovandoli in possesso di circa 20mila euro, ma anche nelle loro abitazioni sono stati trovati ordigni esplosivi, torce frontali, chiodi a tre punte e attrezzature in metallo (le cosiddette marmotte). 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la banda avrebbe colpito tra novembre 2025 e febbraio 2026 in diverse località tra Puglia, Calabria, Campania e Lazio. Nel provvedimento sono indicati, tra gli altri, colpi messi a segno o tentati a Montemesola, Monteiasi, Palagiano e Mottola, oltre che a Laino Borgo, Camigliatello Silano, Santo Stefano di Rogliano, Sant’Agata de’ Goti, Grazzanise, Bellona, Cassinate, Pontecorvo, Giugliano in Campania, Vallo della Lucania, Santa Maria a Vico e Margherita di Savoia. ricettazione aggravata e danneggiamento di beni destinati a pubblico servizio.

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