PIEDIMONTE MATESE / CAMPOLATTARO. Il livello delle acque della diga scende a 359 metri sul livello del mare: -18 metri rispetto alle precipitazioni della scorsa primavera.

Prime preoccupazioni per l’ambizioso progetto da circa un miliardo di euro che ingloba il Consorzio Bonifica: il territorio è difatti di pertinenza del Sannio Alifano con sede in Piedimonte Matese.
Una certa apprensione la sta destando in questi giorni il livello delle acque del fiume Tammaro fatto registrare alla diga di Campolattaro, con un preoccupante 359 metri sul livello del mare rispetto ai 377 metri, pertanto ben 18 metri in meno, rispetto a quelli registrati nella primavera scorsa: la conferma arriva direttamente dal presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, anche sindaco di Faicchio,
Una certificazione che avviene dopo che da 4 mesi i tecnici avevano tenuto chiuse le paratoie della diga impedendo che defluissero a valle attraverso il Tammaro milioni di metri cubi d’acqua piovana ed evitando allagamenti potenzialmente devastanti.
Nei trascorsi mesi estivi di luglio ed agosto, invece, l’acqua è stata lasciata defluire a valle, con operazioni richieste ed autorizzate dalla Direzione Dighe del Ministero delle Infrastrutture, che ha l’alta sorveglianza dell’impianto. Pertanto, in soli quattro mesi del 2023, la diga ha visto calare il lago artificiale di oltre 18 metri passando da 377,25 metri a 359,00, qundi circa 120.000.000 di metri cubi di acqua presente nell’invaso, a 30.000.000 di volume d’acqua.
La quota attuale di altezza dell’invaso, ovvero 359 metri sul livello del mare, è peraltro di 2 metri superiore ai 357 metri sul livello del mare che, secondo il Protocollo ministeriale, sarà la quota minima di regolazione a partire dal 2027 quando l’acqua invasata sarà utilizzata grazie alla galleria di derivazione.






