PIEDIMONTE MATESE. Comunità Montana “zona del Matese”: licenziato il discusso bilancio a consuntivo dell’anno 2012. Un milione 812mila euro di disavanzo di amministrazione da coprire con la vendita dello stabile dove risiedono gli uffici.
Tra i punti all’ordine del giorno anche il rimpasto della giunta esecutiva con l’ingresso di nuovi componenti (nella foto, la nuova giunta con, da sx, Paolo Amato in rappresentanza di Capriati a Volturno, Franco Imperadore, Presidente del Consiglio generale dell’Ente, Anna Maria Pezzullo da Valle Agricola, il confermato Presidente dell’esecutivo Fabrizio Pepe, Gaetano Montaquila da Fontegreca ed il confermato Domenico Buccio da Ciorlano).
Terminati i lavori nei cantieri, si inizia con la cassa integrazione per gli operai Baif (braccianti agricoli, idraulico e forestali) anche per il corrente esercizio 2014. A confermarlo il Presidente dell’esecutivo Fabrizio Pepe, riconfermato alla guida della giunta dopo il rimpasto che ha visto rassegnare le dimissioni dalla carica di assessore contemporaneamente di Rocco Landi, Sindaco del piccolo Comune di Valle Agricola (al suo posto entra la delegata, ed unica quota rosa, Anna Maria Pezzullo), e del primo cittadino di Fontegreca, Antonio Montoro, che farà spazio in giunta al delegato Gaetano Montaquila. L’ex assessore dell’altro Comune rappresentano nell’esecutivo, invece, Capriati a Volturno, Raffaele Viccione, non è stato confermato consigliere del Comune di rappresentanza, avendo perso le ultime elezioni amministative, per cui al suo posto, il neo Sindaco Giovanni Prato ha nominato Paolo Amato. Restano confermati, infine, i rappresentanti dei Comuni di Ciorlano, con Domenico Buccio, e di Piedimonte Matese, con il Presidente dell’esecutivo Fabrizio Pepe. In verità pare che i vertici istituzionali regionali ci girino intorno alla questione Comunità Montane, e dipendenti forestali in particolare, non avendo ancora definitivamente risolto il problema. Neppure lo stesso Governatore Stefano Caldoro, nella recente visita in città in occasione della firma del protocollo d’intesa sulla questione fondi per la ricostruzione post terremoto, pare fosse ben informato della gravità della situazione, ed avrebbe confidato a stretti collaboratori le sole 6 mensilità arretrate da pagare (quando in verità i mesi senza stipendio sono 13). La stessa assessore all’agricoltura, la mondragonese Daniela Nugnes, che all’inizio prese a cuore le delicate questioni sociali dei dipendenti montani, sembra si sia infilata in un vicolo cieco, e che non riesca neppure a far passare la linea già concordata dei trasferimenti per 181 giorante lavorative annue, come ampiamente concordato con le parti sindacali. “Siamo alle solite, insomma – ha sbottato Pepe in un momemnto dei lavori di questa sera – con il classico scaricabarile. Ed allora noi preannunciamo riunioni in Provincia, scioperi in Prefettura, una situazione insomma stancante, sfibrante. Pensate che il previsto riparto dei fondi per il 2014, in precedenza deciso, è stato ora rinviato al 30 ottobre prossimo, senza concederci alcuna forma di anticipazione” (nessun trasferimento, difatti, nè per i forestali nè tantomeno per i dipendenti della funzione pubblica è stato deciso per il corrente esercizio 2014). Fallita anche la possibilità della costituzione dell’Agenzia Arcadis, una sorta di partecipazione pubblico/privato che avrebbe iniziata l’opera di svuotamento dei dipendenti dell’Ente, strada per ora non più percorribile anche in virtù del decreto Monti. “Noi tutti i Presidenti delle Comunità Montane della Regione Campania (sono 20) – continua Pepe – siamo concordi nel dare un contenuto a questo contenitore: isomma, un’azione forte forte che possa risolvere il problema. Dobbiamo reggere e mantenere in piedi l’ente nell’interesse del personale. abbandonare la barca ora significa creare disagi enormi“. 223 allo stato attuale i dipendenti a tempo indeterminato Baif della forestazione, non confermati invece i 16 operai a tempo determianto, oltre ai 44 dipendenti interni. “Non è certo colpa nostra – ribadisce il presidente dell’esecutivo – se di norma le spese correnti per il personale dipendente in un ente dovrebbe essere del 40% circa, invece nel nostro caso supera il 90%. E non è nemmeno colpa delle amministrazioni precedenti, giacchè in passato non appena un ente lo si scioglieva tutto il personale dipendente veniva fatto confluire nella Comunità Montana“. Nel 2002, poi, uno dei danni peggiori, commesso dalla Regione Campania, con il passaggio allo stato di dipendenti a tempo indeterminato di tutti i lavoratori stagionali. “Un dato questo – precisa Pepe – che nei fatti ha portato al raddoppio del costo per il persoanle Baif di tutti gli enti montani, passato dai 40 agli oltre 80milioni l’anno. Finchè poi è stato corretto il tiro con la riduzione a 181 giornate lavorative annue a partire dal primo gennaio del 2013“ (in merito a ciò, nel 2014 ulteriore riduzione dei trasferimenti previsti, che si riducono a poco più di 3milioni e mezzo di euro a fronte dei 4 e mezzo preventivati). Il Presidente del Consiglio generale dell’Ente, invece, Franco Imperadore, tenta di giustificare l’azione “molle” della Regione Campania, con il fatto che si sia perso un anno nella programmazione con il passaggio dalle giunte Bassolino a quelle Caldoro, e con il cambiamento della copertura finanziaria, voluta dall’UE tra l’altro, passata dalla contrazione di mutui (nell’era bassoliniana) a quella dei fondi comunitari (con Caldoro). Capitolo bilancio a consuntivo per l’anno 2012: la copertura del disavanzo di oltre un milione e 800 mila euro avverrà in quote costanti in tre esercizi successivi, a partire proprio dal 2013. Il Presidente del Consiglio, nell’elogiare pubblicamente il contabile Martino dell’ufficio finanziario per “l’ottimo e certosino lavoro fatto in queste ultime settimane per la predisposizione del bilancio preventivo 2013 in asse, in perfetto pareggio, cosa che ci consente di votare stasera questo bilancio 2012 con meno preoccupazioni”, ricorda all’assise che le strade da percorre erano due: o dichiarare il dissesto dell’ente, oppure, come è stato fatto, prevedere la vendita di immobili di proprietà per coprire il disavanzo. All’unanimità, infine, il consiglio generale dell’ente vota anche una mozione per scongiurare l’assorbimento dei 15 dipendenti del disciolto Consorzio di Bonifica della Valle telesina da quello del Sannio Alifano: “questo comporterebbe un aumento dei ruoli a danno dei contribuenti di circa il 30% – conferma Pepe, direttore amministrativo proprio del Consoirzio Bonifica Sannio Alifano.







