PIEDIMONTE MATESE / NAPOLI. Con il primo computer quantistico, la rivoluzione digitale parte dal Sud Italia, grazie all’Università Federico II.

Napoli è uno dei 4 progetti italiani per lo sviluppo di computer quantistici… per lavorare ha bisogno di una temperatura inferiore ai 270 gradi sottozero.

di Giuseppe Pace

Secondo gli esperti stiamo vivendo la IV rivoluzione industriale o digitale, che non ha precedenti storici e sta modificando non poco del sistema  economico, sociale e culturale mondiale. Da qualche anno scrivo e pubblico saggi grazie allo spirito imprenditoriale di Amazon, che ancora si fa carico del rischio imprenditoriale che le case editrici italiane hanno messo nel cassetto dei ricordi liberisti.

Tra i miei saggi ho delineato anche l’Intelligenza Artificiale come altro aspetto tecnologico che non deve incudere solo timore e paura in molti. Esattamente mezzo secolo fa mi laureai, in Scienze Naturali, nell’Università Federico II di Napoli, dove, tra le discipline, appresi anche fisica e chimica ed in particolare la meccanica quantistica.

Ritengo non superfluo precisare che un quanto è l’energia emessa o assorbita da un elettrone quando salta da un livello energetico superiore a quello immediatamente inferiore e viceversa la assume. Il quanto è dunque la misura della quantità d’energia, mentre la misura della luce emessa è pari ad un fotone.

Nella luce quantistica, da anni di ricerca di alto livello, il fisico vicentino Federico Faggin (Alumno dell’Università di Padova, come il sottoscritto), cerca l’anima o coscienza universale. Il concetto di coscienza in fisiologia è ben altra cosa: è la risposta del sistema nervoso centrale ad uno stimolo fisico, chimico e biologico. La divulgazione scientifica non è facile se non si domina il sapere che si vuole volgarizzare o rendere accessibile al più vasto pubblico sociale e non restare confinato nelle torri d’avorio dei pochi cultori della disciplina che usano un linguaggio non volgare ma specialistico.

Per dare un’idea della grande rivoluzione che il computer quantistico apporta, basti pensare che è in grado di risolvere un problema matematico in 200 secondi, invece dei 10.000 anni previsti dall’algoritmo proposto da Google su un supercomputer. Per lavorare ha bisogno di una temperatura inferiore ai 270 gradi sottozero.

Quello che viene presentato a Napoli è uno dei 4 progetti italiani per lo sviluppo di computer quantistici, 4 differenti percorsi ideati per esplorare le potenzialità di alcune delle più promettenti tecnologie del settore. Il progetto coordinato dal fisico, prof. Francesco Tafuri, è dedicato ai superconduttori, una tecnologia adottata anche da molte delle maggiori aziende del settore, come Ibm, Google e Amazon Web Services, e che ha ora raggiunto lo sviluppo di un computer quantistico da 24 qubit e punta a superare entro fine anno i 40 qubit. All’evento articolato su due giorni e tramesso in streaming su ANSA Scienza parteciperanno ospiti istituzionali, come il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e della Fondazione Icsc, e Oscar Diez, responsabile del Quantum computing alla Commissione Europea; partecipano inoltre molti fra i ricercatori italiani più attivi del settore e responsabili di importanti aziende come Subodh Kulkarni, Ceo della californiana Rigetti, e Massimiliano Dispenza, responsabile Quantum di Leonardo.

Debutta il primo computer quantistico italiano a superconduttori: un computer a 24 qubit, gli analoghi quantistici dei tradizionali bit. Viene presentato a Napoli, in occasione dell’inaugurazione del Centro di computazione quantistica superconduttiva presso l’Università Federico II, ed è finanziato nell’ambito dello Spoke 10 “Quantum Computing” del Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing (Icsc)

Anche l’Italia partecipa nel percorso di sviluppo verso i computer quantistici, computer profondamente differenti da quelli tradizionali e che sfruttano le bizzarre proprietà del mondo infinitamente descritto dalla fisica quantistica, per riuscire a risolvere problemi finora impossibili per macchine tradizionali, con potenziali applicazioni in molti ambiti, dalla biologia ai servizi bancari. 

Il media Alto Adige del 28 maggio 2024 informa che “Debutta ilprimo computer quantistico italiano a superconduttori: un computer a24 qubit, gli analoghi quantistici dei tradizionali bit. Viene presentato a Napoli, in occasione dell’inaugurazione del Centro di computazione quantistica superconduttiva presso l’Università Federico II, ed è finanziato nell’ambito dello Spoke 10 “Quantum Computing” del Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing (Icsc) Anche l’Italia partecipa nel percorso di sviluppo verso i computer quantistici, computer profondamente differenti da quelli tradizionali e che sfruttano le bizzarre proprietà del mondo infinitamente descritto dalla fisica quantistica, per riuscire a risolvere problemi finora impossibili per macchine tradizionali, con potenziali applicazioni in molti ambiti, dalla biologia ai servizi bancari”.

Per dare un’idea della grande rivoluzione che il computer quantistico apporta, basti pensare che è in grado di risolvere un problema matematico in 200 secondi, invece dei 10.000 anni previsti dall’algoritmo proposto da Google su un supercomputer. Per lavorare ha bisogno di una temperatura inferiore ai 270 gradi sottozero Uno degli obiettivi dell’azienda internazionale è quello di rendere il Quantum Computing un’applicazione commerciale per cui un’azienda o un utente possono usufruire di questa tecnologia per acquisire vantaggi in termini di produttività e risultati per il proprio business. L’obiettivo è quello di promuovere e semplificare l’accesso e l’utilizzo massiccio di queste nuove tecnologie di calcolo.

La prossimità per le aziende a questo strumento è già il primo passo in questo senso.  L’università degli studi di Napoli ‘Federico II’ e l’azienda internazionale Seeqc insieme per rendere protagonista il territorio del Mezzogiorno che ha Napoli come stella polare. I quantum computer permettono di approcciarsi a problemi vecchi e nuovi (precedentemente non risolvibili) in maniera completamente diversa e con numerosi vantaggi computazionali. Si tratta infatti di calcolatori che sfruttano le leggi della fisica e della meccanica quantistica, che studia le particelle subatomiche: la loro unità è il qubit, legato allo stato in cui si trova una particella o un atomo. Per dare un’idea della grande rivoluzione che il computer quantistico apporta, basti pensare che è in grado di risolvere un problema matematico in 200 secondi, invece dei 10.000 anni previsti dall’algoritmo proposto da Google su un supercomputer.

Una tecnologia così all’avanguardia e rivoluzionaria fisicamente presente in Campania permette alla regione di essere ancora più competitiva a livello tecnologico: un modo allettante per attirare cervelli da tutto il mondo e trattenere quelli in fuga, riuscendo a diventare uno dei poli di innovazione più attrattivi nel contesto mondiale. Di quantum computer e delle opportunità che si apriranno per le aziende del territorio si parlerà nel corso della prossima edizione di Innovation Village, con un convegno in programma mercoledì 10 maggio alle ore 14.00 presso Villa Doria D’Angri (via Petrarca, 80). SEEQC sta sviluppando architetture di processori quantistici incentrate sulle specifiche applicazioni (qASIC, dall’inglese “quantum Application Specific Integrated Circuit”), abbinate in modo ottimale per eseguire applicazioni rilevanti dal punto di vista commerciale. Pertanto, anche SEEQC red presenta un’architettura qASIC con una topologia del circuito, che costituisce la QPU, ottimizzata per l’esecuzione di due algoritmi di riferimento; un algoritmo di controllo della parità e un algoritmo di generazione del cosiddetto “cat-state”.

Entrambi gli algoritmi di riferimento formano importanti sotto circuiti di algoritmi quantistici al centro dell’implementazione dei protocolli di correzione degli errori quantistici. A Padova esiste Alumni, un’Associazione di ex Alunni dell’Università, che, sulla carta esiste pure a Napoli, ma nonostante vi abbia scritto nessuno risponde. Ma non mi sorprende più di tanto vista la poca efficienza dell’associazionismo produttivo del nostrano Mezzogiorno. Plaudo comunque quando qualcosa si muove al Sud come plaude il mio amico Luciano Arianna, Ingegnere aeronautico formatosi a Napoli e migrato come me a Padova per insegnare. Ho ascoltato di Luciano Arianna la interessante intervista sulla scuola dopo Gentile, fatta da Rai 7 emittente della sede padovana. Alla scuola, non mi stancherò mai di ribadire, spetta la principale funzione di aiutare l’evoluzione del suddito a cittadino pensante ed artefice del proprio ambiente futuro. Lo studente deve essere  dotato di spirito critico che non è bastiancontrario né di qualunquista che si associa al coro dell’antipolitica e cantando ”piove governo ladro”!

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