PIEDIMONTESE MATESE / CASTELVENERE / CAMPOLATTARO. Diga, c’è chi chiede il ripristino del Consorzio Bonifica Valle Telesina.

I proprietari di fondi agricoli, delle zone non irrigue che non hanno nessun servizio, costretti a pagare i nuovi ‘padroni’ del consorziodobbiamo essere noi a decidere il nostro futuro, non il Consorzio Sannio Alifano”.

(nella foto, la firma del Protocollo d’Intesa in Regione a Napoli – Franco Della Rocca, presidente del Consorzio Bonifica Sannio Alifano).

Diga di Campolattaro sul fiume Tammaro, nel Sannio, e mega progetto da quasi un mille milioni di euro (tra strutture ed indotti) che non trova tutti daccordo. Questo anche dopo la firma del Protocollo d’Intesa in Regione Campania a Napoli ad inizio anno e l’avvio della procedure per il Masterplan (proprio ieri in Provinica a Benevento si sono incontrati gli Enti istituzionali interessati, a cominciare dalla Provincia di Benevento, rappresentatta dal Presidente Nino Lombardi, ed il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, rappresentato dal Presidente Franco Della Rocca).

Un ambioso progetto che interesserà i territori nel prossimo futuro, e porterà benefici, una volta completata tutta la struttura, dal punto di vista della irrigazione nei campi agricoli ma anche nuova acqua potabile per usi civici.

Sul punto il coordinatore provinciale del PSI di Benevento, Mario Moccia, capogruppo di opposizione al Comune di Castelvenere: “Quanta amarezza. Il dibattito sull’uso irriguo dell’acqua della Diga di Campolattaro fa tornare alla mente la scandalosa decisione, da parte della Regione Campania, di commissariare e, poi, addirittura sciogliere il Consorzio di bonifica della Valle Telesina, con sede a Telese Terme, e passare le competenze irrigue e manutentive al Consorzio Sannio Alifano con sede in Piedimonte Matese.

La latitanza delle organizzazioni agricole e sindacali, della politica sannita e degli enti locali del territorio, che non si opposero e non si mobilitarono avallando, di fatto, quella sciagurata decisione, oggi si agitano ma non pensano alle responsabilità che hanno per il danno procurato alla Valle Telesina. Non contiamo più nulla, abbiamo pochi lavoratori, paghiamo una ‘tassa’ senza avere nessun servizio.

Il Preside Salvatore Pacelli – continua Moccia- che aveva lavorato per l’utilizzo dell’acqua della diga da parte del consorzio telesino, è stato dimenticato e la sua idea progettuale è passata al consorzio alifano. Così facendo la Valle Telesina da protagonista è divenuta terra di conquista da parte di persone che non hanno memoria della storia del nostro territorio.

I proprietari di fondi agricoli, delle zone non irrigue che non hanno nessun servizio, ricevono raccomandate e sono costretti a pagare i nuovi ‘padroni’ del consorzio nel silenzio della politica, di quelli che chiedono il voto per i propri interessi politici e non per difendere l’economia della valle – rincara.

Quando si decise lo scioglimento del Consorzio di bonifica della Valle Telesina la motivazione faceva riferimento ai debiti accumulati. Ricordo bene, consorzi più indebitati del nostro, non furono toccati ma aiutati. Chi cercò di opporsi fu isolato dalla politica e il disegno scellerato andò in porto. Adesso uno scatto di orgoglio, chiediamo alla Regione Campania il ripristino del Consorzio di bonifica della Valle Telesina perché dobbiamo essere noi a decidere il nostro futuro, non il Consorzio Sannio Alifano”.

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