Pietraroja. Ciro unico dinosauro al mondo in cui siano visibili numerosi organi interni: Scipionyx samniticus al Museo Nazionale di Scienze di Tokio.

Il piccolo dinosauro fu rinvenuto a Pietraroja in un pomeriggio d’inverno del 1980 da Giovanni Todesco e sua moglie all’interno di una lastra di roccia, dove giaceva sdraiato…
di Giuseppe Pace
Il fossile di Pietraroja (BN) di oltre 113 mln di anni della specie di Celurosauro, “Scipionyx samniticum”, denominata Ciro è al Museo nazionale natura e scienze di Tokyo nell’ambito della mostra Dino Expo 2023.
Anni fa, promossi da Segretario Generale della Società Naturalisti di Padova, Umberto d’Ancona, una conferenza sul fossile suddetto e a parlare fu Giorgio Teruzzi del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, che conosceva amici degli amici di di Giovanni Todesco. La presenza di vertebrati fossili nella zona di Pietraroja fu segnalata per la prima volta da Scipione Brislak, nella sua opera “Topografia Fisica della Campania” del 1798.
Lo studio scientifico dei reperti fu condotto da O. Gabriele Costa tra il 1846 ed il 1865. Poi li hanno seguiti alcuni Professori dell’Università di Napoli, Federico II, come, Parona, Bassanini, fino a G. Barattolo che dirige il Museo di Paleontologia contenente alcuni dei fossili di Pietraroja, dove per la prima volta in Italia sono stati rinvenuti e portati alla luce numerosi scheletri di dinosauri in perfetto stato di conservazione.
Il ritrovamento è avvenuto tempo fa in prossimità dell’area archeologica del Villaggio del Pescatore, nel comune di Duino-Aurisina, a pochi chilometri da Trieste. Classificato per la prima volta nel 1905 dal paleontologo americano Henry Fairfield Osborn, Tyrannosaurus rex, sarebbe divenuto celebre come il “re dei dinosauri”.I primi fossili di Dinosauri furono probabilmente scoperti in Cina nel IV sec., ma furono descritti come resti fossili di draghi; lo stesso avvenne anche per tutti i fossili rinvenuti in Europa fino all’inizio del 1800.
Fu Leonardo da Vinci nel XVI sec. a parlare per primo di fossili derivanti dal mare che copriva la sua Toscana. Il giacimento fossilifero di Pietraroja era una piccola laguna simile a quella dei mari tropicali odierni, le cui particolari condizioni ambientali e geologiche hanno permesso la conservazione degli organismi marini e terrestri che oggi possiamo ammirare.
Per il tipo di roccia sedimentaria scistosa, che racchiude i fossili, e per lo stato buono di conservazione è ipotizzabile che i calcari di Pietraroja si siano depositati sul fondo della laguna di scarsa profondità con acque calde e calme che, carenti di ossigeno, hanno rallentato il processo di decomposizione della materia organica che interviene con la morte degli organismi, consentendo una conservazione quasi perfetta della fauna locale, costituita da molte specie di pesci, di crostacei, di rari anfibi e rettili come il piccolo dinosauro carnivoro Scipionyx Samniticus, vissuto oltre 113 milioni di anni fa in pieno cretaceo inferiore.
Il piccolo dinosauro fu rinvenuto a Pietraroja in un pomeriggio d’inverno del 1980 da Giovanni Todesco e sua moglie all’interno di una lastra di roccia, dove giaceva sdraiato sul fianco sinistro, con il capo lievemente inclinato. Il suo nome scientifico è “Scipionyx Samniticus” (“Scipio” da Scipione Breislak, scopritore nel 1798 dell’area fossilifera di Pietraroja; onyx, artiglio, per le tipiche zampe con cui il dinosauro afferrava le sue prede; Samniticus, Sannita, per ricordare la regione in cui e’ avvenuto il rinvenimento) ma la stampa, soprattutto napoletana, lo ha chiamato semplicemente Ciro, Nicola era più opportuno.
La prima cosa che si nota osservando il fossile del dinosauro è la sua ridotta dimensione, lungo appena 23 centimetri e di 4-5 settimane di vita al momento della sua morte causata, forse, da un corso d’acqua che lo seppellì nel fondo della palude durante un nubifragio. Da adulto probabilmente avrebbe raggiunto l’altezza di 2 metri ed un peso di 20 kg ciò è confermato dagli occhi molto grandi, dal muso schiacciato e da due coppie di piccoli denti sporgenti dalla mascella, oltre che dalla sproporzione delle zampe. Scipionyx samniticus è uno dei pochissimi esemplari di dinosauro carnivoro in stadio giovanile e rappresenta l’unico dinosauro conservato in maniera perfetta: nessuno dei naturalisti e paleontologi aveva finora visto fegato e intestini di un rettile vissuto oltre 113 milioni di anni fa.
Ciro, infatti, è l’unico dinosauro al mondo in cui siano visibili numerosi organi interni. Un particolare senza precedenti lo stato di conservazione del tubo digerente, con gli intestini perfettamente visibili. La loro forma, la relativa brevità, e la loro struttura consentono interessanti induzioni sul metabolismo dell’animale, sicuramente capace, e bisognoso, di una digestione rapida come si conviene ad un animale a sangue caldo. La Soprintendenza delle Province di Caserta e Benevento e il Dipartimento Scienze e Tecnologie della Università degli Studi del Sannio hanno curato momenti di riflessione e confronto su questo fossile di dinosauro, dal nome scientifico Scipionyx samniticus. Per quanto riguarda il genere, si pensa che il piccoletto appartenga a una nuova famiglia di dinosauri. La scoperta dell’esistenza dei dinosauri è un fatto piuttosto recente: la parola “dinosauria” fu coniata soltanto nel 1842 da Richard Owen, primo direttore del British Museum.
I dinosauri si sono estinti durante l’estinzione di massa del Cretaceo-Paleogene, avvenuta circa 66 milioni di anni fa. Secondo l’ipotesi più accreditata, sarebbe stata causata dalla caduta di un meteorite, ma negli anni sono state fatte numerose ipotesi sull’estinzione dei dinosauri. Dopo quasi 100 milioni di anni di dominio assoluto i dinosauri si evolsero negli uccelli ed al loro posto regnammo noi mammiferi. Circa 49 milioni di anni fa eravamo ancora di dimensioni ridotte, ma nei milioni di anni successivi ci sviluppammo e crescemmo molto di numero e varietà. Da non meno di 36 mila anni fa la sottospecie vivente Homo sapiens sapiens sta portando sempre più al primato della cultura sulla natura, di cui la IV rivoluzione industriale o digitale, ne rappresenta un formidabile incubatore, che porta anche all’intelligenza artificiale della quale molti la temono anziché incoraggiarla.
Forse sottovalutano la complessità del cervello della nostra specie? Se l’evoluzione dei grandi rettili del Mesozoico avesse seguito una strada diversa, anche il primate dei mammiferi della specie Homo sapiens, cioè noi, avrebbe potuto avere, ad esempio, la pupilla ellittica e non sferica. Scipionyx samnitucus è importante anche per ampliare le conoscenze sul processo evolutivo. Esso è iniziato, oltre 3,6 mld di anni fa e continua oltre il nostro tempo, che nonostante problemi ambientali, vede il pianeta Terra con il massimo di biodiversità causata da più continenti, mari, isole, fiumi ed estuari. Durante l’unico continente Pangea, la biodiversità era molto più ridotta di quella attuale.






