SPARANISE / BRANDIZZO. La Procura iscrive nel registro degli indagati anche 4 dirigenti Sigifer: perizia sulla scatola nera del treno.

L’accusa a loro carico è di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Tra i deceduti Giuseppe Sorvillo, 43enne originario di Sparanise, padre di due bambini e sposato con una donna di Carinola.
Tragedia ferroviaria di Brandizzo, in provincia di Torino: continuano a tutto campo le indagini degli inquirenti che hanno portato a 6 fino ad adesso il numero degli indagati, con 5 operai morti nel disastro ferroviario nel mentre gli stessi stavano lavorando, di notte, lungo i binari.
Nel registro degli indagati sono stati difatti iscritti anche 4 dirigenti della Sigifer, azienda di Borgo Vercelli per cui lavoravano le vittime: ipotesi di reato sono quelle di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario.
Fino a oggi gli unici due indagati erano il tecnico di Rfi, Antonio Massa, 48 anni, e il caposquadra della Sigifer, Andrea Girardin Gibin, 53 anni.
Nelle prossime ore, intanto, prenderà il via il lavoro di perizia, disposto dalla procura di Ivrea, sui tablet dei macchinisti del treno che ha investito i 5 operai, sulle scatole nere del convoglio e sui telefoni cellulari di due vittime trovati sul luogo della tragedia ancora parzialmente funzionanti.
Il tecnico coinvolto nella strage del treno, Antonio Massa, è stato interessato da un video custodito nel telefono di Kevin Laganà e che è diventato la prova regina nell’inchiesta lungo la linea ferroviaria a Brandizzo, dove hanno purtroppo perso la vita cinque persone: Giuseppe Sorvillo, 43 anni, (residente a Brandizzo ma di Sparanise: lui è nato a Capua, padre di due bambini, la moglie Daniela è di Carinola); Michael Zanera, 34 anni, di Vercelli; Saverio Giuseppe Lombardo, 52 anni, di Vercelli; Giuseppe Aversa, 49 anni, di Chivasso; Kevin Laganà, 22 anni di Vercelli. Illesi altri due: sotto shock il macchinista.






