TEANO. La stazione di Teano Scalo che ha plasmato il territorio.

Il treno come mezzo di trasporto assumeva fondamentale importanza in occasioni particolari, quando, ad esempio c’era la ricorrenza della Festa di S. Antonio e la Fiera degli animali.
di Antonio Picozzi, pedagogista
Con l’istituzione delle Ferrovie dello Stato, il 22 aprile 1905 con la Legge n. 137, lo Stato assunse la proprietà e l’esercizio della maggior parte delle linee ferroviarie nazionali che fino ad allora erano state in mano a società private.
La gestione fu affidata ad un’azienda di Stato sotto la sovrintendenza del Ministero dei Lavori Pubblici. Tuttavia, il mezzo non riscosse l’immediato successo popolare: per le merci gli italiani si fidavano ancora del trasporto via mare o sui cavalli.
Solo dopo la seconda guerra mondiale il mezzo assunse la giusta importanza come mezzo di comunicazione. La stazione ferroviaria di Teano nacque proprio come scalo per merci e passeggeri sulla linea ferroviaria Roma- Napoli. In prossimità della stazione sorse lo stabilimento “La Precisa”, importante risorsa lavorativa ed economica della città di Teano e furono costruite le prime case. Il treno come mezzo di trasporto assumeva fondamentale importanza in occasioni particolari, quando, ad esempio c’era la ricorrenza della Festa di S. Antonio e la Fiera degli animali.
I festeggiamenti duravano circa quindici giorni e sulla collina di S. Antonio si ritrovavano non solo i commercianti di animali delle frazioni, ma tutti gli allevatori che, interessati a vendere e a comprare, usavano il treno per trasportare con minore difficoltà gli animali da un paese all’altro. Dato che la stazione era ubicata lontano dal centro abitato, fin dai primi anni ’50 “fu istituito” un servizio trasporto per i viaggiatori che collegava la stazione con Teano città e frazioni.
Il servizio trasporto prevedeva carrozzelle trainate da cavalli ed era gestito dalla ditta “Melese” in qualità della persona di Antonio Melese. Come sempre accade Storia e Pedagogia camminano di pari passo.
La scuola dello Scalo Ferroviario venne costruita nel 1960; era piccola ed aveva solo tre aule. Essa, nei primi anni, era riscaldata con il braciere poi arrivarono le stufe a legna. La collaboratrice scolastica (al tempo detta bidella) per far trovare le aule riscaldate ad alunni ed insegnanti arrivava a scuola molto tempo prima dell’orario di apertura ed accendeva le stufe. I libri degli alunni erano riconducibili a un sussidiario e un libro di lettura; i quaderni avevano tutti una copertina molto spessa e nera.
Le maestre, oltreché al profitto scolastico, tenevano particolarmente anche all’igiene degli alunni; igiene e decoro, al pari di istruzione ed educazione, rappresentarono l’asse portante per la rinascita pedagogica e civile degli anni del “Boom” economico. Successivamente furono costruite altre aule che hanno portato la struttura ad essere ciò che è ai giorni nostri.







