Telese Terme. Al via il progetto “Hachiko”, un modo innovativo per contrastare il diffuso fenomeno del randagismo.

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“Vogliamo sperimentare forme innovative ed efficaci per affrontare il problema del randagismo e promuovere una cultura avanzata sui diritti degli animali – spiegano gliorganizzatori.

Al via a Telese Terme il progetto “Hackiko”, un piano di interventi predisposti tra Asl, Istituto Comprensivo, IIS ‘Telesi@’, Università Federico II, Centro cinofilo del Taburno, Liverini SPA, ENPA, ENCI e Legambiente Campania allo scopo di prevenire e contenere il fenomeno del randagismo, anche attraverso l’istituzione del cane di quartiere, o anche realizzare campagne di affido responsabile, sensibilizzando studenti e cittadini con incentivi, sterilizzazione e microchippatura dei cani ricoverati presso la struttura convenzionata, realizzazione di attività di controllo da parte di Polizia municipale e attivazione del servizio di Guardie zoofile e ambientali. Tra le finalità anche la necessità di sperimentare forme di intervento che possano portare ad una contrazione delle spese per il comune, anche candidando il progetto al finanziamento da parte di istituzioni ed enti privati. Le azioni saranno organizzate a partire dalla prossima estate, intanto gli esperti dell’università e del Centro cinofilo hanno già effettuato un sopralluogo per visionare le zone frequentate dal branco più numeroso, che sarà oggetto di interventi mirati. “Vogliamo sperimentare forme innovative ed efficaci per affrontare il problema del randagismo e promuovere una cultura avanzata sui diritti degli animali – spiegano gliorganizzatori. Pensiamo ai moduli didattici di zooantropologia. Non è stato facile mettere assieme tutti i protagonisti, che ringraziamo per la disponibilità. Ora proveremo a costruire un sistema di azioni, il cui effetto sarà costantemente monitorato e verificato. Nessuno ci può garantire il successo, ma il nostro tentativo è di affrontare le cause profonde di un fenomeno che è da addebitare in gran parte all’incuria degli umani. Né tutto si può ridurre a rinchiudere gli animali in gabbia: oltre che immorale, tale pratica diventa, alla lunga, economicamente insostenibile”.

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