Venafro / Bojano / Riccia. Comunità montane e proroga della liquidazione: i commissari spiegano il perché.

Proroga del mandato di un altro anno ancora (fino al 31 dicembre del 2026) ai quattro commissari liquidatori delle Comunità montane del Molise (dopo l’accorpamento) e polemiche che non si arrestano.
Ecco i coommissari: Carlo Antonio Perrella è stato nominato commissario liquidatore per le Comunità montane “Fortore molisano”, (sede in Riccia, CB), “Centro pentria” (sede Isernia) e “Matese” (sede in Bojano); Giovancarmine Mancini per “Trigno medio Biferno”, “Alto Molise”, “Cigno valle Biferno” (di Piana d’Ischia – CB) e “Trigno Monte Mauro” (di Palata – CB). Infine, Pompilio Sciulli per le Comunità montane “del Volturno” (sede in Venafro) e “Sannio” (sede in Frosolone), Alessandro Amoroso alla “Molise centrale” (sede in Ferrazzano – CB).
Dopo le critiche, a tratti anche molto aspre, adesso sono i diretti interessati a replicare alle accuse, per fare luce sulle reali motivazioni per le quali le procedure di liquidazione non si sono ancora concluse.
“Le Comunità Montane non sono mai state enti vuoti. Hanno assunto personale, acquisito beni, realizzato opere, gestito servizi e intrattenuto numerosi rapporti giuridici. Tra i risultati più importanti ci sono, in alcune, addirittura l’azzeramento dei debiti e dei contenziosi, in altre, la loro riduzione. Molte controversie sono state risolte tramite accordi transattivi, evitando lunghi procedimenti giudiziari e garantendo risparmi significativi per la collettività. Non tutti i contenziosi però possono chiudersi rapidamente. Alcune cause sono ancora pendenti in tribunale e seguono tempistiche indipendenti dalla volontà dei commissari. Finché tali procedimenti non si concludono, la liquidazione non può essere formalmente chiusa”.
Per poi aggiungere circa le difficoltà nella gestione del personale: “I lavoratori hanno diritti giuridicamente tutelati e non possono essere trasferiti automaticamente alla Regione o ad altri enti. Ogni ricollocazione richiede procedure complesse e accordi tra amministrazioni, rispettando vincoli normativi stringenti. Si sono tutelati i livelli occupazionali ricercando soluzioni a tutela del personale dipendente anche favorendo il trasferimento degli stessi presso altri Enti e ottimizzando la gestione delle professionalità ancora necessarie anche mediante rapporti convenzionali tra enti montani. Lo stesso vale per i beni mobili e immobili più volte vetusti e danneggiati e a volte senza mercato (addirittura piscine di cui una scoperta situata a Palata, in zona non proprio ottimale per tale tipo di struttura) che si è riusciti in buona parte ad alienare a prezzi assolutamente vantaggiosi per gli enti. Strutture, impianti, terreni e edifici che comunque non possono essere ceduti automaticamente. La normativa impone procedure di vendita, valorizzazione e trasferimento, spesso con più tentativi di asta pubblica, che possono richiedere anni – aggiungono.
“Inoltre, alcune Comunità Montane gestiscono patrimoni e strutture particolarmente complesse come la gestione e bonifica di discariche (a Montagano) attiva e al servizio di 50 comuni e di due Unioni di Comuni che essendo inerente servizi essenziali non può, ovviamente, essere chiusa rapidamente; la gestione e monitoraggio di discariche dismesse come quelle del Fortore, del Matese e di Casacalenda; strade di bonifica montane e strade come la “Fresilia” che allo stato non è possibile trasferire anche perché nessun ente a tutt’oggi è disponibile alla sua acquisizione. Alcune si occupano anche delle attività di taglio dei boschi ancora in essere e al servizio di alcuni comuni”.
Tirando le somme il protrarsi della liquidazione «non è quindi dovuto a inefficienza o immobilismo, ma riflette oltre la complessità degli enti e i vincoli normativi, i contenziosi residui e le difficoltà di gestione del patrimonio, frutto in taluni casi, di scelte politiche del passato rivelatesi nel tempo di difficile gestione. L’obiettivo dei commissari è portare a termine le liquidazioni correttamente, tutelando lavoratori, ambiente e interesse pubblico – concludono i commissari liquidatori.






