PIEDIMONTE MATESE. “Giudice di Pace, il Governo ci aiuti a coprire le spese”. Dal Comune la richiesta di restituzione delle somme utilizzate per i bolli.

piedimonte matese ufficio giudice 600Si chiedono di ricevere i proventi derivanti dalle marche da bollo acquistate dai cittadini che si ritrovano a dover presentare ricorsi presso il Giudice di Pace.

di Vincenzo Corniello – “Il Mattino”

La richiesta a fronte della concessione gratuita dei locali e delle spese legate al loro mantenimento. Per quanto riguarda il Giudice di Pace, il comune di Piedimonte Matese chiede al Governo una compartecipazione per il mantenimento dell’Ufficio in città. La richiesta a fronte della concessione gratuita dei locali e delle spese legate al loro mantenimento. Il comune matesino ha avanzato la proposta di ricevere dallo Stato almeno il contributo costituito dalle somme ricavate dalle marche da bollo utilizzate per convalidare atti e documentazioni. Per alleviare, in parte, le spese che i comuni di Alife, Alvignano, Caiazzo, Castel Campagnano, Castello del Matese, Dragoni, Gioia Sannitica, Piana di Monte Verna, Raviscanina, Ruviano, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, Sant’Angelo d’Alife, Ailano, Capriati a Volturno, Ciorlano, Gallo Matese, Fontegreca, Letino, Prata, Pratella e Valle Agricola, sono stati costretti a sostenere per evitare che anche l’ufficio del Giudice di pace di Piedimonte Matese fosse smantellato, dopo la chiusura di quello di Capriati a Volturno. Si tratterebbe di un parziale rimborso delle spese che si stanno sostenendo per mantenere in città l’Ufficio del Giudice di Pace. La richiesta è stata avanzata al Ministero di Giustizia dal Comune di Piedimonte Matese. In particolare si chiedono di ricevere i proventi derivanti dalle marche da bollo acquistate dai cittadini che si ritrovano a dover presentare ricorsi presso il Giudice di Pace. L’idea avanzata trova dunque le sue ragioni nella necessità di recuperare parte delle spese che i Comuni interessati hanno scelto responsabilmente di sostenere affinché sia garantita la presenza sul territorio matesino di un’istituzione importante, evitando l’inasprirsi dei disagi per i cittadini. «Quello che chiediamo al Ministero di Giustizia è una compartecipazione alle spese che stiamo sostenendo per tenere in vita un ufficio essenziale per il nostro territorio. Non mi sembra giusto costatare che i costi dei giudizi vadano a finire nella casse ministeriali mentre i Comuni non ricevono nulla, sebbene si accollino responsabilmente le spese di mantenimento. Ecco perché la nostra richiesta è che ci venga riconosciuta un’equa compartecipazione del Ministero, versando gli introiti delle marche da bollo al Comune». È questo il commento del sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, soddisfatto di come proseguono le attività dell’Ufficio di via Don Bosco, un tempo a rischio soppressione e oggi sopravvissuto alla chiusura grazie a una sinergia istituzionale da accorpare anche la sede di Capriati a Volturno alla circoscrizione del capoluogo matesino.

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