CAIAZZO. Notte bianca in paese, più ombre che luci: saracinesche abbassate e visitatori stupiti. Scarna offerta enogastronomica e culturale.

Occasione mancata per creare una vetrina delle eccellenze locali… a nulla è valso portare un capo di abbigliamento bianco
Anche se le viuzze del centro storico caiatino si sono animate lo scorso 29 agosto di tante attrazioni e peculiarità gastronomiche, tante sono state le critiche che invece sono piovute su di una organizzazione che certamente poteva fare molto, ma molto, di più e che invece ha lasciato molto a desiderare.
A cominciare dallo scarso, anzi per nulla coinvolgimento degli esercenti locali, con le saracinesche abbassate per tutto l’evento: mancato coordinamento con gli organizzatori alla base di questa grave criticità.
Ma come, si organizza una notte bianca che dovrebbe avere in primis l’intento di portare gente e visitatori da fuori anche e soprattutto per rianimare un commercio ed artigianato locale ed i locali esercenti vanno lasciati chiusi???
Altro che palcoscenico a cielo aperto dunque, altro che “riscoprire il piacere di stare insieme, vivere la città in modo diverso e creare ricordi preziosi”, come sarebbe dovuto essere: non solo i locali residenti ma soprattutto i visitatori da fuori sono rimasti molto stupiti dal fatto che nessuna locale “bottega” fosse aperta al pubblico.
Ma anche l‘offerta enogastronomica ha lasciato molto a desiderare, con soli due stand aperti e tra l’altro della sola società incaricata dal Municipio, con nessun prodotto tipico in bella mostra e, quindi, nessuna eccellenza locale. Come pure quella culturale, con alcun percorso turistico e storico messo in piedi, alcuna visita guidata che potesse accompagnare le persone esterne tra le viuzze del paesello e farne conosce le peculiarità.







