PIEDIMONTE MATESE. Declassamento dell’ospedale matesino: lo “sbilanciamento” verso Sessa Aurunca, il nodo privati. La Regione riconosce il problema della distanza sulle nascite, ma non sulle emergenze.

“L’ospedale di Piedimonte Matese è indicato negli impugnandi provvedimenti come “presidio in zona particolarmente disagiata”, pur tuttavia i servizi garantiti risultano inadeguati e carenti per provvedere al fabbisogno previsto”.

Prosegue la battaglia del comune di Piedimonte Matese che guida la crociata contro il declassamento dell’ospedale assieme ai comuni di Alife, Baia e Latina, Ciorlano, Fontegreca, Gioia Sannitica, Letino, Prata Sannita, Pratella, Roccaromana, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, Sant’Angelo di Alife, Vairano Patenora. L’avvocato Renato Labriola, infatti, che rappresenta il Comune nel contenzioso contro Regione Campana, ministero e Asl ha presentato motivazioni aggiuntive al ricorso contro il piano ospedaliero, sottolineando incongruenze tra la normativa e le scelte adottate in materia di assistenza sanitaria. «Nel rimodulare Piano Regionale di programmazione della rete ospedaliera ai sensi del D.M. 70/2015 nell’ aggiornamento di dicembre 2018 si è fortemente penalizzata la struttura ospedaliera di Piedimonte Matese declassando due Unità Operative Complesse (ortopedia e chirurgia generale) e azzerando i posti letto del reparto dello storico ed all’avanguardia reparto, ignorando completamente il fatto che si penalizza una intera comunità montana – spiega Labriola. Il Piano Regionale impugnando ha rivoluzionato tutto il precedente assetto mantenendo Aversa come DEA di primo livello e “promuovendo” Sessa Aurunca e Marcianise da PSA a DEA di I° livello, lasciando Pideimonte Matese con la qualifica di PSA. La conseguenza di tale “mancato riconoscimento della qualifica di DEA di I° livello” della struttura ospedaliera di Piedimonte Matese comunque non prevedeva per forza la riduzione anche dei reparti di ortopedia, chirurgia e anestesia e rianimazione da unità operative complesse in unità semplici così come invece è previsto negli impugnandi provvedimenti anche perchè in alcune di queste strutture (ortopedia e chirurgia) attualmente vi sono 2 primari direttori con contratti per unità complesse (ortopedia il dr Di Maggio con altri 3 anni di contratto e il dr. Iarrobino con firma di appena il novembre 2018 con un 5+5). La verità è che la riduzione dei reparti non è obbligatoria ma è stata fatta in modo palese e sfacciato per permettere a privati di avere reparti che in caso di riconoscimenti di “complesse” a Piedimonte non potevano sopravvivere. L’ospedale di Piedimonte Matese è indicato negli impugnandi provvedimenti come “presidio in zona particolarmente disagiata”, pur tuttavia i servizi garantiti risultano inadeguati e carenti per provvedere al fabbisogno previsto. Inoltre per l’ospedale di Piedimonte Matese è stata annunciata una futura assegnazione di 20 posti letto di neurologia e lungodegenza mai arrivata a discapito di una SUAP ( linea programmatica ad assunzione differenziata) che incredibile a dirsi non è ancora aperta ma ha già tutto il personale già’ in servizio e selezionato non si sa bene da chi, e la dotazione di un presidio di pronto soccorso mortificato nel suo essere e che sopravvive per i professionisti che ci sono insieme ad uno storico reparto di Rianimazione praticamente azzerato con il declassamento da UOC a USD (zero posti letto a Piedimonte mentre sono previsti posti letto a Sessa Aurunca e Marcianise) senza alcuna motivazione». Labriola sottolinea come la riorganizzazione dei reparti se avesse dovuto seguire una logica di contenimento della spesa e, nel contempo, di garanzia dell’assistenza, avrebbe dovuto prevedere scelti differenti. «Una razionale rimodulazione della programmazione della rete ospedaliera ai sensi del D.M. 70/2015 sul territorio della ASL di Caserta avrebbe dovuto prevedere le seguenti tre DEA di primo livello: Aversa che già c’è, Sessa Aurunca che abbraccia anche i territori del litorale domizio compreso Castel Volturno, e Piedimonte Matese che abbraccia tutta l’utenza dell’alto casertano e della zona montana del Matese. Ebbene non si riesce a capire con quale criterio logico e di pianificazione sanitario – territoriale si sia preferito come DEA di primo livello alla struttura ospedaliera di Piedimonte Matese la struttura ospedaliera di Marcianise visto che quest’ultima sta a 5 km dalla DEA di secondo livello di Caserta e a circa 10 Km dalla DEA di I^ livello di Aversa. In pratica chi risiede a Marcianise ha la possibilità di usufruire nel raggio di 10 Km di due DEA di primo livello e di una DEA di II” lvello e chi risiede a Piedimonte Matese o ad Alife per avere i servizi di una DEA di I livello deve farsi un’ora e ventisei minuti di auto per 65 Km per arrivare alla DEA di primo livello di Sessa Aurunca o deve andare fuori regione ad Isernia in un’ora e dieci minuti per 56 km». Si rammenda ancora come quella della distanza, sia una criticità che la stessa Regione abbia riconosciuto in relazione alla vicenda punto nascite. «Nella la nota della Direzione Regionale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale della Regione Campania del 5.3.2019 prot. 2019.0145968 avente ad oggetto “istanza di deroga punti nascita 500 parti ai sensi del protocollo metodologico ministeriale. Riproposizione”, scritta unicamente a parziale rimedio per la questione punto nascita si legge testualmente “la situazione orografica del territorio dell’Alto Casertano non consente tempi d’interventi tempestivi, l’Ospedale di Piedimonte Matese costituisce l’unico centro di riferimento di questa vasta area montana. Soprattutto nei periodi autunnali ed invernali il trasporto delle partorienti residenti in queste zone risulta molto pericoloso e deve essere ridotto al minimo indispensabile per evitare seri danni a gravida e nascituro (emorragie, gravidanze extrauterine). La gestione delle emergenze è garantita dal servizio 118 che prevede la presenza di quattro ambulanze, di cui due medicalizzate, allocate rispettivamente presso l’Ospedale di Piedimonte e Caianello e due demedicalizzate situate invece a Roccaromana e Roccamonfina. Dalla tabella allegata si evince che per le caratteristiche oro geografiche dei paesi dell’Alto Casertano, gli interventi del Servizio 118 richiedono tempi superiori ai 60 minuti, e in alcuni casi, per la presenza di ghiaccio e neve anche tempi superiori”. Ora non si comprende con quale criterio logico sotteso alla salvaguardia di un interesse pubblico fondamentale e costituzionalmente garantito quale quello alla salute il Commissario ad acta abbia azzerato un reparto fondamentale quale quello di terapia intensiva quando poi afferma che la situazione orografica del territorio dell’Alto Casertano non consente tempi d’interventi tempestivi, l’Ospedale di Piedimonte Matese costituisce l’unico centro di riferimento di questa vasta area montana». Ma le incongruenze tra Piedimonte Matese e Sessa Aurunca non finiscono qui. «Il Commissario ad acta nella formulazione del piano impugnato, non si sa bene perché o forse sì, non solo non ha classificato come DEA di I livello il Presidio Ospedaliero di Piedimonte Matese ma tale classificazione l’ha addirittura data a Sessa Aurunca che non ha strutture idonee ad oggi se è vero come è vero che a pag. 2 della proposta emendativa rispetto al DCA 87/2018 alla luce della seduta del Tavolo DM 70/2015 del 14.11.2018 negli interventi di edilizia sanitaria ex art. 20, tra gli altri, è stato previsto la realizzazione di un nuovo ospedale di Sessa Aurunca. Praticamente si nega la classificazione a DEA di I livello a un Presidio Ospedaliero come quello di Piedimonte Matese che stesso per detta della Regione Campania è nevralgico sia per la posizione che occupa che per le eccellenze che ha e la si dà ad un Ospedale come quello di Sessa Aurunca che non ha le strutture idonee se è vero come è vero che negli interventi di edilizia Praticamente il Commissario ad acta ha dato la classificazione di DEA di I livello all’Ospedale di Sessa Aurunca “sulla carta” o meglio sulla previsione della realizzazione di un nuovo Ospedale anziché darla al Presidio Ospedaliero di Piedimonte Matese che è già esistente ed efficiente, e ciò in maniera illogica immotivata ed in spregio ai più elementari paradigmi di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa».

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